E’ ora!!!

Posted in Dolci, Ricette con i tag , , , on Novembre 10, 2009 by cyberchef

Sono in debito con una persona gentilissima, anzi e’ da tempo che devo essere riconoscente, sono in ritardo, ma finalmente oggi mi son deciso a preparare un dolce pensiero a chi tempo fa mi e’ stato di grande aiuto per poter fruire di un servizio pagato, ma malfunzionante per circa 40 gg. Prima di disturbare la persona di cui sto parlando ho provato con il classico servizio clienti. Credete sia servito a qualcosa? La mattina in cui ho chiamato aiuto avevo appena riprovato per l’ennesima volta ad ottenere il dovuto. Classica telefonata, digiti uno digiti due, digiti tre, e intanto ci perdi minimo mezz’ora. A dire il vero il mio ultimo interlocutore mi ha sentenziato che tutto cio’ che mi aveva detto un suo collega un paio di giorni prima non erano altro che un cumulo di bugie, mi sentivo frustrato ed inerme :-(

Piccola parentesi, con un’azienda di telefonia mobile ancora peggio, lo scorso anno dovevo ottenere un accredito di cinque (miseri 5) euro, tre telefonate ho speso almeno un’ora del mio tempo per ottenerli. Dopo pochissimo tempo di nuovo dovevano erogarmi un rimborso pari a venti euro. Ho inviato come da suggerimento tre o quattro email alle quali naturalmente nessuno si e’ degnato di rispondere. Anche in questo caso ho fatto telefonate a vuoto con il solito metodo di rimbalzello: chiami qui chiami la’ e butti via tempo…

Torniamo all’argomento di questa sera, o forse e’ gia’ mattina ;-)

Ho preparato un pan di spagna, della crema pasticcera, ed ho acquistato del marzapane o pasta di mandorle. I puristi mi diranno che non sono la stessa cosa, ma io li considero alla stessa stregua

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Ho cominciato a realizzare i pezzi della forma desiderata per la torta. Una volta pronti, ho posizionato i primi strati di pan di spagna li ho inzuppati leggermente con uno sciroppo composto da acqua marsala e zucchero, poi li ho farciti con la crema

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Poi sono dovuto ricorrere ad un espediente, non e’ possibile mettere a contatto la crema pasticcera col marzapane, quest’ultimo si scioglie a causa dell’umidita’ presente nella crema. La soluzione e’ arrivata guardando nella dispensa della mia signora. Ho trovato un barattolo di crema alla nocciola, l’ho messa qualche secondo nel microonde per evitare di metterne un quantitativo eccessivo, invece una volta scaldata si puo’ renderla piu’ elastica.

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Una volta coperta per benino tutta la superficie, ho preso una parte di pasta di mandorle, l’ho impastata con un poco di cacao, e di zucchero a velo e l’ho stesa con l’aiuto di un mattarello tenendo sempre il piano di lavoro e la superficie superiore della pasta ben spolverata di zucchero a velo altrimenti si attacca e si rompe, creando problemi nell’esecuzione e perdite di tempo. Con la sfoglia ottenuta ho coperto la torta, e con un poco di pasta di mandorle naturale ho fatto un tondo di circa 12 cm di diametro per decorare il dolce.

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Credo che a questo punto si capisca bene il soggetto che avevo in mente. Ho fuso un poco di cioccolato fondente nel microonde, vi raccomando cautela, altrimenti si brucia, e’ amaro e pieno di grumi, impossibile usarlo correttamente. Con un pezzo di carta da forno ho realizzato un cornetto per le decorazioni finali.

Ed ecco il risultato, manca solo il campanello e la linea :-)

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Ora non mi resta che consegnare all’ignaro soggetto il mio lavoro e sperare che sia gradito :-)

BUONA NOTTE

OGGI LE COMICHE

Posted in sensazioni e meditazioni con i tag on Novembre 9, 2009 by cyberchef

Spinto da qualcuno che mi dice che sono poco prolifico in questi ultimi giorni, pero’ il “critico” intanto se n’e’ andato in ferie: BEATO LUI!!!! :-)
Stasera vi voglio raccontare cosa mi e’ successo al lavoro stamattina, io mi stavo sbellicando dalle risate a ripensare a quanto e’ successo.
Cominciamo dal principio, questa mattina al lavoro invece di essere affiancato dal mio aiutante “di ruolo”, assente per il suo turno di riposo, mi hanno concesso una collaboratrice di sesso femminile, non cominciate a pensare male, fidatevi!!!!Durante la mattinata affido alla signora in questione il compito di cuocere delle patate per preparare degli gnocchi, appena i tuberi sono cotti, le dico di passarli al tritacarne, non disponendo di passaverdura elettrico sfrutto gli utensili disponibili. Io nel frattempo sono impegnato e le volgo le spalle a circa 5-6 metri di distanza. Vedo che armeggia con un attrezzo non idoneo, combina qualche pasticcio, ma non dice niente. Dopo un attimo ho capito cosa aveva combinato: ha infilato un cucchiaio di legno al posto del pestello in dotazione per spingere gli alimenti dentro la bocca della macchina,Pero’ ha commesso un errore di valutazione :-( Ha infilato troppo in profondita’ il cucchiaio che stava usando e questo e’ il risultato…

cugiaaa copiaNon ditemi che la foto e ‘ penosa, l’ho fatta al volo e non e’ che avessi granche’ tempo

La cosa che mi fa sorridere e’ che una persona di 50 anni abbondanti essendo adulta dovrebbe assumersi le proprie responsabilita’ oltre ad essere sincera. Va beh stendiamo un velo pietoso su queste ultime parole e proseguiamo con la cronaca.
A quel punto invece di prendere il cucchiaio ormai mozzato come le canne di una lupara e gettarlo nella spazzatura, cosa fa la lince? Lo mette a lavare come se niente fosse, ma si vedeva chiaramente che aveva la coscienza sporca, prende un altro cucchiaio. Io facendo l’indiano la osservavo di sottecchi. Si vede che ha realizzato di essere spiata, la macchina era ancora ferma con il suo bel boccone di legno nella vite senza fine che spinge i cibi verso la tramoggia. Lei esclama: _Non riesco a trovare il pestello, non e’ mai al suo posto. Io: _Guarda che e’ dietro la macchina! Nel mentre io scendo in magazzino a prendere qualcosa che ora mi sfugge, sento che la macchina riparte e penso che alla lama masticare un po’ di legno tenero e ormai consunto non dovrebbe causare guai. Ma se io fossi stato al posto dell’operatrice avrei vuotato il tritacarne perdendo 5 minuti, ma avrei evitato di macinare il pezzo di cucchiaio. Torno nel locale cucina, nel frattempo la protagonista del mio racconto ha fatto sparire le prove della sua malefatta, probabilmente un po’ di patate miste a legno son finite nel bidone ben occultate. Mi sono occupato personalmente di impastare gli gnocchi e non ho trovato tracce di corpi estranei sospetti.
Una volta scottati pero’ ho preso uno gnocco che presentava un puntino scuro in superficie e la signora mi ha chiesto cosa ci fosse, io per continuare a passare per fesso le ho risposto che c’era qualche difetto della patata e null’altro.
Dopo qualche minuto la cinquantenne mi dice che deve scendere per prendere dei medicinali e come sospettavo e’ andata a dire a chi lava le stoviglie qualcosa, perche’ poco dopo sono riapparsi entrambi e parlottavano nei pressi del lavaggio pentole proprio a pochi centimetri dal povero cucchiaio mutilato ;-)
Stasera poi durante il turno di lavoro serale ho constatato che il “cadavere” era stato sistemato insieme a quelli sani. Prontamente l’ho imboscato: non vorrei che in mia assenza venisse occultato. Non credo che faro’ rimostranze tanto con certi cervelli non serve a molto. Ma intanto restera’ irreperibile mentre io sono a casa per un po’ di meritato riposo.
Poi si vedra’

Willkommen

Posted in Passioni con i tag , on Ottobre 20, 2009 by cyberchef

Questo post e’ dedicato ad una Freulein che ha intenzione di provare ad entrare nel mondo della moto, non come passeggera in cui ha parecchia esperienza, ma come driver!
Stiamo programmando una seduta di test con una moto ridotta molto simile a questa come impostazione.
215694La signorina in questione non è una nerboruta nordica di quelle che s’ incontrano ogni tanto in moto sulle strade turistiche, quelle che di solito vestono abbigliamento poco sgargiante e spesso sono al manubrio di poderose moto dal peso che si aggira sui 200-250 kg. Io stesso anni fa, sono stato lasciato a respirare il fumo di scarico di una Speed Triple della Triumph da una di queste amazzoni, e pure nelle mie zone :-(
Anzi a prima vista la descriverei come una raffinata nobildonna delle corti piu’ blasonate del vecchio continente. Scherzi a parte, una donna minuta e inesperta ha sicuramente bisogno di un mezzo che le infonda sicurezza e non la faccia gia’ partire col piede sbagliato. Io la prima esperienza con un mezzo a marce l’ho fatta presso una cava abbandonata con un motom 48 a 4 tempi, parliamo di un mezzo gia’ antiquato quando lo ebbi sotto il sedere nel 1977 sich.
Ecco uno scatto del settore Test pronto per la prova su strada…strada, si fa per dire:-)

test

Se poi la gentil persona vorra’ provare a fondo le sue capacita’ , mettiamo a sua disposizione anche il settore hard della location

zona

ostacoli

In un prossimo futuro, magari vi recensisco l’esito. Ma questo solo se autorizzato dalla tester.

Un particolare ringraziamento a chi mettera’ a disposizione sito e anche e soprattutto il mezzo meccanico :-)

Auf Wiedersehen

Torta di pere

Posted in Dolci, Ricette con i tag , , on Ottobre 20, 2009 by cyberchef

Dopo mesi di latitanza culinaria ho pensato di sfruttare la manoidopera altrui per postarvi una ricetta semplice, veloce e leggera dal punto di vista dietetico.

Eccovi gli ingredienti:

Pere kg 1 (noi abbiamo usato le abate)

Farina g 150

Zucchero g 160

Latte g 125

Uova n. 1

Rum 1 bicchierino (anche meno se preferite )

Lievito vanigliato 1/2 bustina

Sale un pizzico


Procedimento:

Per prima cosa sbucciamo la frutta e prepariamola gia’ a fette o a pezzetti come ha fatto la mia “collega”. Poi versiamo in una terrina l’uovo, 125 g di zucchero e il sale, aggiungiamo latte e farina sbattendo con cura con una frusta, se non disponete di tale utensile consiglio di versare nel composto questi due ingredienti poco alla volta alternandoli per evitare spiacevoli e inestetici grumi. Quando la pastella sara’ pronta, deve essere piuttosto liquida, uniamo lievito e rum: incorporiamo le pere e mischiamo bene . Imburriamo una tortiera di 28 cm di diametro, cospargiamo il fondo con pan grattato. Versiamo il composto livellandolo. Cospargiamo il tutto con lo zucchero rimasto.

Cuociamo per circa un’ora a 180° C senza usare la ventola

La torta sara’ cotta quando la superficie avra’ una bella doratura

torta stiggia

torta di profilo

Potete sostituire le pere con altra frutta, es.: mele ananas o altro

Buon appetito a voi e grazie alla mia mamma che ha fornito ricetta e manodopera

ciao

Che nipotini :-)

Posted in Passioni con i tag , , on Ottobre 16, 2009 by cyberchef

Passa il tempo e i bimbi crescono, alcuni anche di brutto, tanto che ormai i nipotini “mi mangiano in testa” come si suol dire. Ho ricevuto un comunicato stampa che pubblico volentieri, visto che si parla anche di parenti.

Se avete voglia di leggere …


Comunicato : 20/09
Master Beta : 11 Ottobre 2009

Gran Finale del Master Beta 2009

Finale del Master Beta come l’anno passato a Ponte alla Chiassa vicino ad Arezzo , ospiti del M.C. Bulldog che ci ha accolto nei migliori dei modi, bravi nell’organizzazione e nella logistica.
Quest’anno si è cercato di allungare un po’ il percorso di gara , uscendo dal circuito di cross, ma malgrado questo , purtroppo non sono state evitate le code in alcune zone .
Zone che rispecchiavano la tracciatura della scorsa edizione , abbastanza semplici , ma alcune con passaggi tecnici in modo di offrire la possibilità per fare la differenza .
Come ormai consuetudine nel Master , tutti i piloti corrono insieme sullo stesso tracciato , questo sicuramente è un fatto positivo , abbiamo visto dei piloti giovani migliorare molto , ragazzi che in qualche maniera cercano appena gli si presenta l’occasione , di rubare le malizie dei piloti della vecchia guardia , ma in particolare ci ha fatto molto piacere , sentire durante la gara dei commenti di alcuni veterani che elogiavano i giovani e che si meravigliavano di come riescono ad affrontare alcuni passaggi molto tecnici con grande disinvoltura .

su per il sasso

Un ringraziamento va fatto sicuramente alla Beta e tutta l’organizzazione del Master che con grande passione ci coinvolgono molto in questo particolare campionato , che proprio detto da loro , deve essere all’insegna del divertimento . Bella è sicuramente la competizione , ma sempre con l’allegria e la goliardica voglia di far divertire appassionati di tutte l’età di questo bellissimo sport .

Ma ora vediamo cosa ci ha riservato la giornata :
Incominciando dalla Categoria Expert, in grande forma oggi riesce con grande soddisfazione aggiudicarsi il 5° posto Filippo Locca , seguito al 6° posto da Luca Cotone ed al 14° posto con guai meccanici, Gianmaria Julita .
Classifica Finale di Campionato , vede vincitore Luca Cotone , 6° posto per Filippo Locca ed al 9° posto Gianmaria Julita.
Nella Categoria Super , 3° posto per Davide Coppi che termina il campionato al 4° posto.
Nella Categoria Elite , vittoria di giornata per Massimo Santoretti che conclude il campionato al 2° posto.
Per quanto riguarda i giovani della Juniores , nella categoria B , troviamo Massimo Ceschetti al 7° posto , terminando il campionato al 5° posto seguito da Nico Grazioli al 6° posto.
Nella Juniores C , un altro podio per per Nicolò Albertoni che si aggiudica il 3° posto, seguito da Mirko Bianchi in 5° posizione . Per loro il campionato termina con il 3° posto per Mirko Bianchi , il 5° posto per Nicolò Albertoni ed il 6° posto per Jacopo Bono .
Non ci rimane che darci l’appuntamento per domenica 18 a Magreglio per l’ultima gara di Campionato Italiano Trial, un saluto a tutti .

In ogni caso apprezzo sempre chi si impegna per cercare un risultato.

W lo Sport, ma quello sano, mi fanno schifo tutti coloro che rubano i loro risultati, primo perche’ portano via la gloria a chi se la merita, e poi perche’ non sopporto le persone disoneste

Cyberchef

Bellezze d’Italia…

Posted in Passioni con i tag , , on Ottobre 6, 2009 by cyberchef

… che secondo me non sono le veline ;-)

Qualcuno dissentira’ ne sono certo, ma non posso fare a meno di aggiungermi alla schiera di persone che ama il belpaese, e i suoi monumenti.

Sabato una bella giornata si e’ deciso di portare la figlia alla scoperta di Firenze, noi due genitori siamo stati in quella citta’ nell’85, non proprio l’altro ieri, ma comunque soggiornammo quattro giorni e potemmo visitare la citta’ con calma, anche se il tempo novembrino non fu dei migliori. Questa volta il tempo risicato ci ha permesso di fare un’escursione tra i monumenti senza avere il tempo di soffermarci molto.

La cosa che piu’ mi ha colpito e’ stato il numero di turisti dal marcato accento americano che per vedere queste meraviglie devono affrontare trasferte di ore di aereo, noi che le abbiamo a poca distanza non sappiamo apprezzarle a fondo.

Tra l’altro ho avuto un incontro casuale, con un meladipendente Luca, proprietario di un locale molto carino e dove la cucina ha soddisfatto i miei gusti personali e quelli delle mie commensali. Parlando con lui ho scoperto che e’ un appassionato di due ruote e fotografie oltre che di prodotti della mela rosicchiata.

Aggiungo qualche scatto di mia figlia, nei miei i primi piani son tutti dedicati alle mie falangi :-(

So benissimo che in rete se ne troveranno a centinaia, ma queste son fresche come le ova di gallina ruspante :-)

giotto

signoria

lungarnodinotte

panorama-lungarno

panoramavecchiaflorence

In fase di preparazione

Posted in Passioni con i tag , on Ottobre 2, 2009 by cyberchef

Ho deciso, non posso lasciare qualcosa a meta’ non e’ da me!

Devo assolutamente mettermi in condizioni di poter riprovare a portare a compimento il tour del Verbano in bici, lasciato incompiuto lo scorso settembre. Certo andando avanti le giornate si accorciano e le temperature si abbassano, ma io prevedo di riprovarci in primavera. Pero’ ho cominciato a trovare un mezzo adeguato, poi devo settarlo per il mio fisico e le mie potenzialita’ muscolari, anzi devo ancora perfezionare la posizione in sella e mi hanno consigliato di procedere per passi molto molto piccoli e soprattutto non esagerare altrimenti invece di pedalare in modo redditizio, ancheggio come una meretrice.

Eccovi le prime foto del mezzo in uso

bike 1

bike a stella sm

Nata con spirito corsaiolo, deve necessariamente addolcirsi altrimenti dovremo divorziare, io non ho i necessari requisiti per farla correre sulla strada come certi personaggi. Il manubrio mi e’ stato consegnato gia’ montato sul canotto di sterzo, io ho provveduto a montare la mia bella sella con cui sono affiatato.

Volete ridere, ho voluto provare il veicolo dopo aver montato il solito computerino contachilometri, orologio ed altre amenita’. Poi per gioco con mia figlia siamo andati in zona pedonale e pur avendo frenato alla vista di una griglia di scolo, mi ci sono infilato secco a non piu’ di 15 kmh, risultato:

UNA BELLA FORATURA :-(

Meno male che ero a 50 metri da casa o poco piu’. In quel momento ho rimpianto la mountain bike :-(

Mettiamola cosi’ ho imparato a smontare i copertoncini, mai fatto prima d’ora: tutta esperienza utile.

Al mattino comunque dopo aver sentito il parere di “Beppe” ho provato ad affrontare una salita abbastanza tosta per verificare se posso gestire una rapportatura cosi’ lunga e diversa da quella montata sulla bici precedente. Parto deciso, arrivo al punto critico e non cedo, ma soffro lo strappo e arrivo in cima solo per orgoglio, il panorama merita di essere osservato. La pace che si gode anche se non siamo troppo lontani dalla citta’ e la quota arriva a poco piu’ di duecento metri, in ogni caso a voi il giudizio

landscape

Poi dopo una valutazione e discussione col mio personal trainer ho deciso di valutare se fosse opportuno aggiungere ai rapporti della bici, che soprannominero’ “Zannina” (il telaio e’ marchiato con un nome simile e mi auguro che morda la strada con aggressivita’) una corona con qualche dente in meno. Purtroppo mi hanno detto che se voglio accorciare i rapporti devo rinunciare a quelli lunghi. Eh no, col piffero che resto senza i lunghi rapporti che posso sfruttare in pianura e discesa, approfondiro’ la questione prima di cedere. Anzi devo semplicemente farmi le gambe cosi’ il problema e’ gia’ bello che risolto.

Alla prossima puntata

Cyberchef

Regalo per il nipote…

Posted in Uncategorized con i tag , , on Settembre 25, 2009 by cyberchef

…Sperando sia gradito: ieri mattina di buon ora, dopo aver avuto l’aiuto del buon “Beppe” e il supporto dell’amico Gianni, sono andato a portare un regalino al fratellone. Al ritorno ho intercettato questo:

foto

magari sara’ il futuro mezzo che accompagnera’ le trasferte di mio nipote?

IN BOCCA AL  LUPO PER IL WEEK-END

Mi raccomando Miky vogliamo vederti volare alto alto

ciao ciao ciao

GAME OVER…

Posted in Passioni, Uncategorized on Settembre 9, 2009 by cyberchef

Stavolta i piani non sono andati a buon fine, la missione e’ stata interrotta :-(
Cominciamo dal principio: stuzzicato da mio fratello, che si trova a suo agio con due ruote, anche tassellate… o con tre, mi e’ venuta voglia di emularlo, o meglio di provarci!
Il giro del Lago Maggiore in bicicletta
Lui, ha compiuto l’impresa durante il fine settimana di ferragosto, io mi sono organizzato, ho coinvolto la figlia (chissa’ se mi sta ancora maledicendo per la fatica che le ho fatto fare) e siamo partiti
Ecco la cronaca di una trasferta sofferta.
Ieri sera, fuga anticipata dal lavoro.
Caricata la bici della signorina sul tetto dell’auto e via verso il varesotto.
Stamattina sveglia di buon ora, zaino stipato di bevande con integratori salini e un po’ di dolci vettovaglie: si monta in sella.
A “ca’ dei noni” mia cognata che ringrazio pubblicamente, ci ha fatto trovare le bici usate dal fratello e dal suo ragazzo per il giro. Io la sera prima le ho testate, ma poi come previsto decido di usare quella di papa’, dopo averci montato la mia sella pero’ ;-) che e’ molto confortevole. Invece mia figlia poco prima della partenza, dopo aver fatto un giretto in cortile con entrambe, si e’ rimessa in sella alla sua. Non si sentiva a suo agio, era impossibile viaggiare senza il pieno controllo del proprio mezzo. Certo le salite saranno ostiche senza il cambio, ma la signorina se ne frega, quando non ce la fa, scende e spinge.
Il cielo e’ coperto, ma non minaccioso, meglio cosi’ il sole ci arrostirebbe, abbiamo entrambi una carnagione da tedeschi :-) L’aria e’ fresca e i primi chilometri li percorriamo con le mantelline, poi i muscoli cominciano a scaldarsi e ci mettiamo in maglietta.
Il traffico e’ scarso, tanto meglio. Alle 10.10 siamo in sosta sul lungolago di Maccagno, poco dopo Luino, ho approfittato dei “piani di volo” dei predecessori ed ho fatto le prime tappe nei medesimi luoghi. Qui snack e sorsate di fresche bibite rigeneranti.

Maccagn

Tutto va per il meglio, prossimo obiettivo a breve termine il valico di Zenna, la mia accompagnatrice si lamenta delle troppe salite, spesso e’ costretta a camminare, io a volte la seguo, ma piu’ spesso l’aspetto in cima, l’ultima volta che sono passato da queste parti viaggiavo in senso inverso e i saliscendi non li ho notati… forse perche’ ero in moto??? ;-)
Poco dopo le 12, cedo il passo alla mia compagna di avventura, stiamo passando il Ticino, il ponte divide anche le due sponde, ora siamo su quella occidentale. Che piacevole sorpresa, qui le piste ciclabili sono lontane dal traffico ed anche se le indicazioni per seguirle non sono sempre intelleggibili, raggiungiamo comunque Locarno dove conto di sostare per il pranzo. Un’altra piacevole segnalazione, le piste sono disseminate di servizi pubblici, sara’ un discorso poco romantico, ma sicuramente pratico.
Finalmente siamo in centro, troviamo un locale affollato e mi dico, se c’e’ tutta quella gente si mangera’ almeno in modo discreto. Del lauto pasto siamo piu’ che soddisfatti, io mi sento pieno come un sacco di riso (espressione copiata da un mio caro cliente di origini veronesi) Anche la mia Principessa e’ soddisfatta.

Di nuovo sui pedali e le parti a contatto con la sella cominciano a farsi sentire, io stringo i denti e non dico nulla, il sole ben caldo comincia a cucinarci.

Ascona

Dopo soli quattro chilometri siamo ad Ascona, seguiamo sempre le indicazioni per le bici, ma ad un certo punto buio completo… :-(
Chiedo informazioni, alla fine arrivo ad una rotonda dove la strada per Brissago, il prossimo centro che dobbiamo raggiungere, e’ interdetta ai poveri ciclisti. Non ci resta che deviare, solo che poco dopo, la strada sale, sale, sale… Non so come risolvere senza massacrare le mie gambe e soprattutto quelle di mia figlia. Alla fine seguo le indicazioni per il Monte Verita’, la strada e’ panoramica,

Isole di Brissago

ma e’ tutta un falso piano e mia figlia ormai stanca la percorre completamente a piedi :-(
Questa deviazione compromettera’ definitivamente le nostre possibilita’. Anche se mi ero gia’ reso conto che non saremo potuti arrivare a destinazione prima che il sole tramontasse. Cosi’ senza dire nulla alla signorina comincio ad elucubrare un piano di rientro indolore. In un primo momento penso di raggiungere Verbania e da li’ rientrare a casa, oppure fermarmi subito e fare poi ancora un breve tratto sui pedali, mentre i miei pensieri vagano, arriviamo alla discesa che ci porta di nuovo sulla litoranea. Purtroppo arrivati in fondo ci aspettano di nuovo dei saliscendi prima di giungere in territorio italiano.
Varcata la frontiera a Valmara, comincia ad aumentare anche il traffico, devo dire che mi ha piacevolmente stupito accorgermi che quando si e’ trattato di fare un po’ di slalom tra le auto ferme in coda a causa di un cantiere, la mia compagna di viaggio non si e’ tirata indietro.
Giunti a Cannobbio, ho preso la giusta decisione, quella dettata dalla ragione che ha avuto la meglio su quella del cuore. Io avrei cercato di proseguire, ma poi le ore passavano ed ero certo che oltre le 18/19, trovare un battello che ci portasse in fondo al Lago (intesa come la parte meridionale del bacino e non sott’acqua) sarebbe stato arduo.

Arriviamo presso l’imbarcadero e in biglietteria trovo una persona molto gentile e cordiale, che mi prospetta due soluzioni, la prima piu’ immediata, ma impegnativa e tortuosa, cambiare tre battelli e poi giunti ad Intra saremmo da capo, oppure aspettare l’aliscafo proveniente da Locarno e giungere fino ad Angera dove la strada da fare per tornare alla base e’ poca cosa.Ad un certo punto l’addetto della Navigazione, il signor Giulio, mi dice, pero’ se andate ad Intra, tra un’ora c’e’ il battello: Ce la fate ad arrivarci entro un’ora? Dalla mia faccia capisce che e’ irrealizzabile.
Cosi’ mentre aspettiamo l’imbarco sull’aliscafo delle 18,20, chiamo mia madre e mia moglie per tranquillizzarle, le signore della mia vita, passano il tempo delle mie “avventure” con l’ansia mi dispiace che questo accada, ma non so come evitarlo. Facile direte voi: stattene a casa… Durante l’attesa si avvicina una persona che vedendomi in tenuta da pedalatore mi informa che la domenica ci sara’ una cicloturistica Mendrisio-Varese-Mendrisio, io lo deludo rispondendogli che oltre al fatto che non sarei in grado di fare una cicloturistica, tra poche ore saro’ a 250 km da Varese e che a causa del  lavoro, minimo ci staro’ alcuni giorni.
Puntuale l’aliscafo attracca a Cannobbio, io ero convinto che avrebbero messo noi e le biciclette nella parte inferiore dell’imbarcazione, invece mi hanno fatto fare lo slalom tra i sedili e i due cicli son finiti fuori dalla cabina superiore dei passeggeri (perdonate l’ignoranza non so quale sia il nome corretto) a poppa.
Mi volto poco dopo e questo e’ quello che rimane impresso nei miei occhi a fine giornata.

scia

Alle 19,45 siamo di nuovo pronti a percorrere gli ultimi metri che ci separano dalla base: che dolore rimettersi in sella.
Cena leggera poi breve racconto della giornata prima di mettersi in branda, sono deluso dalla mia prestazione, ma nemmeno poi tanto. Meno male che non ho esagerato, altrimenti poi al lavoro ci andavo sui gomiti.
Grazie per la pazienza di chi e’ arrivato fin qui.

Alla prossima puntata
Cyber

Tour della Padania Lombarda

Posted in Passioni con i tag , on Settembre 2, 2009 by cyberchef

Stamattina di buon ora, la sveglia mi ha catapultato giu’ dal letto, la moglie in vacanza, la figlia pure, cosi’ ho spremuto fino all’ultimo minuto il tempo che mi e’ stato concesso di trascorrere col sidecar grosso!!!
Alle 6 e qualche minuto, ho fatto il mio ingresso in autostrada:

DIREZIONE NORD!!!

Alle 8,40 ero a Piacenza, le mie medie autostradali sono scadenti lo so, ma io preferisco prendermela comoda, tanto la destinazione la raggiungo comunque ;-) Tornando alla tappa piacentina, mi accorgo che c’e’ un trafilaggio d’olio. Chiamo il capo meccanico, che a quell’ora mica stava “cazzeggiando” come me, mi rassicura che e’ tutto sotto controllo ed io fiducioso come sempre, riparto per la mia escursione finale.
Ore 10.16 come testimonia lo scontrino (che ho fotografato per paura che me lo scippassero) sono arrivato a Gardone Riviera.scontrino

Da queste parti, ho lavorato parecchi anni or sono, e qualche collega e’ ancora qui. Una piccola divagazione, mentre chiacchieriamo fuori dall’albergo appare un’auto che non passa mai inosservata, ho scoperto poi leggendo in rete che trattasi della Lamborghini Reventon prodotta in serie limitata e dal misero costo di Euro UN MILIONE, si avete letto giusto.lamborghini

Dopo circa mezz’ora di sosta, con visita alle cucine appena ristrutturate, mi rimetto alla guida. Decido di provare a percorrere la gardesana occidentale, poi svoltare per Madonna di Campiglio e appena raggiungero’ il bivio tornero’ indietro in direzione lago d’Idro.
Il caldo comincia a farsi sentire, il traffico e’ discreto, riesco comunque a viaggiare abbastanza bene, in alcuni tratti sono solo e mi godo le curve. Poi arrivo a Gargnano vedo un cartello che indica “Lago d’Idro”: non perdo l’occasione di seguire questa indicazione. E’ stato il tratto piu’ bello del giro; poco traffico (80% motociclisti), spesso al fresco della vegetazione. Inoltre ho potuto fotografare il Lago di Valvestino lago di valvestino

e la diga che lo ha formatodiga

….. continua… (ora ho sonno e interrompo la cronaca)

Secondo Tempo…

Mi sono fermato giusto il tempo di fare due scatti, rimonto in sella, dopo pochi metri, vedo una persona con una scorta di bottiglie intento a riempirle presso una fonte, allora decido che e’ il caso di approfittarne e riempire la borraccia con acqua fresca, la mia era gia’ calda quando son partito. Il gentile “imbottigliatore” mi cede la sorgente per un paio di minuti. Poi mi pentiro’ di non aver riempito meglio il mio “serbatoio”.
Ale’ di nuovo tra curve e pendii, ho scollinato tre volte, prima di giungere in vista dell’Eridio (l’altro nome del lago d’Idro).

Che belle strade, forse un po’ strette, ogni osteria, ristorante o trattoria invita: qui i motociclisti sono benvenuti: alcuni con cartelli, altri con manichini in tuta di pelle, altri con foto (rigorosamente Moto Guzzi) tutti suggeriscono una sosta rigenerante, ma io non cedo e proseguo a macinare il nastro d’asfalto, e a proposito di questo, sto per entrare in una breve galleria e c’e’ un cartello che recita: FONDO SCONNESSO, allora rallento, non c’e’ nemmeno una lampada e il side non ha nel suo punto di forza un faro di nuova concezione, meno male, sembrava di essere su un toboga. Sarebbe stata la gioia per le passeggere che combattono la cellulite a colpi di creme costose :-)

kulm
Alle 12 sono ormai in vista di Idro, e della vicina Crone, dove poi faccio gli acquisti per la pappa.

panorama Idro
Parcheggio davanti ad un ristorante e tutti gli avventori osservano incuriositi il “mio” mezzo. Entro in un minimarket e mi prendo un paio di panini ed una cola per integrare l’acqua di sorgente. Davanti a me alla cassa un tedesco anche lui in moto, l’ho notato prima di entrare con una fiammante R1200 GS come quella dell’amico Alberto. Il germanico personaggio posa sul nastro della cassa 5 birre ed io mi rendo conto del divario tra me ed i teutonici :-(
Quando pago le cibarie, chiedo alla cassiera se il lago e’ vicino e se posso trovare un area di sosta. Molto cortese e anche carina, mi dice: – Vada sempre dritto, ci sono due o tre gallerie poi trova diverse piazzole.

side bord du lac
Cosi’ ho seguito le indicazioni e sono arrivato in un tratto molto tranquillo, oltre alle panche e tavoli per pic-nic c’era pure una grossa pietra con una griglia e resti delle braci dell’ultimo barbecue. Dopo essermi rifocillato, ero indeciso se sdraiarmi sulla spiaggia naturalmente al riparo di qualche pianta o restare sull’erbetta sotto le fresche frasche. Ho optato per la seconda soluzione eccovi uno scorcio di quello che mi proteggeva gli scarsi capelli ;-)

sotto le fresche frasche
Un’ora di siesta mi sembrava sufficiente, durante la quale stavo pensando alla direzione da seguire piu’ tardi: avrei voluto fare il tour del lago, ma poi temendo di attardarmi troppo e di mettere a dura prova spalle e polsi, ho deciso di avviarmi verso Brescia, il sole era bello caldo, le mie braccia ne sono testimoni, in piu’ il traffico pesante non permetteva andature da rinfrescarmi dietro il cupolino.
Arrivato finalmente in citta’ ho cercato le indicazioni da seguire per tornare a Cremona percorrendo la statale, ci ho messo qualcosa piu’ di un ora, pero’ io in autostrada non mi diverto, certo non e’ che le strade in pianura siano il massimo per la guida, ma almeno ogni tanto una rotonda, una svolta, un centro abitato…
Arrivato a Cremona ho trovato un pannello che indicava Pavia via Codogno, allora ho pensato che avrei risparmiato tempo e benzina evitando di scendere a Piacenza per poi risalire verso Voghera e Dorno, cosi’ mi sono avventurato su strade a me sconosciute, unico neo e’ stato il solito aumento di traffico dovuto all’ora di punta, comunque nel complesso non ho fatto code a parte qualche semaforo si riusciva ad andare anche se con calma. Giunto a Pavia, ho chiesto indicazioni perche’ non ho trovato segnalazioni prima di giungere in prossimita’ del centro, devo dire che la gentilissima persona che ho interrogato, si e’ anche disturbata ad attraversare la strada per chiedere ad un negoziante se le sue indicazioni erano corrette. In ogni caso puntualmente sono arrivato a casa del Diavolo (passatemi il gioco di parole) come previsto intorno alle 19. Il contachilometri parziale testimonia il totale dei chilometri percorsi, l’ho azzerato al mattino prima di tirar fuori la belva dal garage e l’ho fotografato

contakm

prima di… “sniff sniff” lasciare il Sidecar al suo proprietario o meglio uno dei due, il “Diaul” appunto.
Quando ho ripreso l’auto ho subito apprezzato il comodo sedile, e il silenzio dell’abitacolo, dopo 13 ore in giro con il rombo del guzzone, le mie delicate orecchie si sono finalmente rilassate. Ma la guida in sella e’ molto molto piu’ divertente, a tal punto che il resto passa in secondo piano.
Ancora un ringraziamento a chi mi ha regalato questa bella giornata e i 13 giorni passati scorrazzando per le mie zone, a chi ha avuto la voglia ed il coraggio di  dividere  con me questi bei momenti. Chiedo scusa invece a chi non sono riuscito a portare a spasso, il tempo purtroppo era scarso a causa del lavoro, in piu’ i miei orari non sono troppo consoni per riuscire a ritagliare qualche ora fresca prima dell’imbrunire.
Alla prossima puntata