Pomeriggio d’agosto

Ieri pomeriggio, sono tornato a casa dopo il primo turno di lavoro della giornata, tra l’altro prevista disastrosa, invece si e’ rivelata relativamente tranquilla.
Sotto casa ad attendermi c’era mio fratello con i suoi due figli e la sua ultima creatura. Abbiamo mandato i suoi due passeggeri al mare, con la zia e la cugina.
Sono rimasto deluso, le mie braccia non riescono a tenere a freno lo sterzo quando comincia a tremare per le imperfezioni del manto stradale. Cosi’ dovro’ farmi un po’ di muscoli prima di ritentare di mettermi alla guida del mezzo. Per mia fortuna conosco una persona che si diletta nel pugilato, e ieri sera ho subito chiesto consigli per potenziare la forza delle braccia.
Tornando alla gita su tre ruote, subito sono salito come passeggero, siamo andati su una strada secondaria, per evitare di perdere tempo nel traffico, se volete gustarvi la prospettiva dal sedile potete trovarne un assaggio . La qualita’ del video non e’ delle migliori, ma rende sicuramente l’idea.Per chi non ha mai provato l’emozione di viaggiare a contatto con quello che lo circonda come su una moto, ma seduto in poltrona quasi come un’auto sappia che per divertirsi di piu’ e’ consigliabile seguire la strada con il tronco, nelle curve a destra spostarsi verso il ciglio della strada e nelle curve a sinistra dalla parte opposta.
Dopo circa 6/7 chilometri, ho fatto fermare l’autista e mi sono messo io al manubrio, con apprensione mi sono avviato lentamente, chi non mi conosce sappia che la stessa moto sciolta, l’ho guidata per almeno 400 km qualche anno fa e che io stesso avevo una BMW dell’84 che aveva all’incirca le stesse caratteristiche, questo solo per farvi capire che non sono a digiuno di guida sulle due ruote, solo che vi assicuro che e’ molto diverso l’approccio su questi mezzi.
Come ho gia’ scritto, mi sono trovato in difficolta’ a malincuore mi sono fermato, e ho lasciato la guida all’esperto. Mentre tornavamo verso casa il boss si e’ fermato in uno spiazzo e mi ha detto di provare a fare due giri li’ dove l’asfalto nuovo creava meno problemi, ed in effetti a parte il fatto che non ho l’occhio sulle distanze per curvare, mi son divertito a zigzagare con il fratellone che mi teneva d’occhio e non solo .
Un pomeriggio indimenticabile, anche se non completamente positivo.
Dovete sapere che ho in progetto di andare a vedere il castello di Neuschwanstein con la neve, volevo andarci con una piccola moto lo scorso inverno, poi la mia signora sapendo che sarei andato solo, mi ha negato il suo beneplacito, ed io non ho voluto farne una questione vitale; ora si presenta l’occasione di andare su tre ruote, difficile cadere: se si guida con moderazione anche se il fondo stradale non e’ dei migliori si puo’ viaggiare tranquilli. Alcuni anni or sono ho partecipato all’Elefantentreffen con un Gilera cb1 50, leggermente adattato all’impresa (gli avevo messo un serbatoio da 15 litri della mia vecchia moto per avere una buona autonomia) ed altri piccoli accorgimenti soprattutto per affrontare il rigido clima. Forse questo desiderio di trasferta invernale nasconde la voglia di ripercorrere i vecchi tempi?
Nostalgia delle sfide invernali? Non lo so veramente, ma avrei proprio voglia di compiere questo viaggio, adesso poi avrei una compagna di viaggio, mia figlia, sono convinto che poi soffrira’ il freddo, ma e’ una ragazza con il coraggio necessario per non arrendersi alla prima difficolta’.
Tra qualche mese scopriremo insieme com’e’ andata, il periodo che avrei scelto e’ febbraio, nel mese di gennaio il sidecar serve ai proprietari per recarsi in baviera al raduno di cui sopra, alla prima occasione provero’ un altro sidecar che ora e’ in fase di preparazione, ha il carrozzino piu’ stretto e la moto che traina e’ decisamente piu’ piccola, puo’ essere che sia piu’ semplice per me domarlo.
Vi terro’ aggiornati
I miei piu’ sinceri saluti a chi ha avuto la pazienza di leggere le mie emozioni del primo sabato di agosto.
Un enorme ringraziamento a mio fratello Giorgio che riesce sempre a trovare il tempo di farmi godere emozioni su poche ruote, MAI PIU’ DI TRE!!! Ai suoi figli che mi hanno lasciato il papa’ e il sedile per un paio d’ore e non dimentico il Diaul, il socio proprietario al 50% del bellissimo sidecar, che mi aveva gia’ dispensato consigli per la guida qualche giorno fa al telefono.
Questa storia non finisce qui, ve lo assicuro 🙂

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11 Risposte to “Pomeriggio d’agosto”

  1. beppe vessicchio Says:

    E bravo il Bianchi sulla giostra come i bambini piccoli!!!
    Riscoprire vecchi passioni è sempre piacevole, è come un piccolo viaggio nel tempo, ti auguro vivamente di poterti divertire e di esaudire i tuoi desideri.
    Per potenziare le braccia ti consiglio di fare numerosi piatti a base di spinaci.
    A pensarci bene l’emozione di un giro su di un mezzo a tre ruote mi intriga, chissà se un giorno ci riuscirò.

  2. cyberchef Says:

    caro Beppe, se andra’ in porto il progetto, saro’ lieto durante i test di prova di averti come passeggero 🙂

  3. mirko.bianchi95 Says:

    ciao zio,
    ti sei divertito vero???scusa ma come bambino sei un po cresciuto!!
    bell articolo che hai scritto complimenti!
    ultima cosa: pensa che io ho provato il jawa 350 sidecar e andavo benissimo sulle mattonelle del mio cortile……e ho 13 anni.lo so che qll è + grande ma il rapporto età/mezzo c’è o sbaglio?????ciao ciao!!

  4. cyberchef Says:

    Caro nipote hai perfettamente ragione, infatti devo fare un po’ di palestra se voglio guidare il side con tua cugina in baviera il prossimo inverno 🙂

  5. mirko.bianchi95 Says:

    eheheheh…….. mi rakk inizia cn venti flessini e vai a vanti..=)
    poi mia cugina lo so che è + grande di me ma è lo stesso una piuma…..cn questo sidecar va bene lo stesso.mase eri col jawa era un bel problema eh???? fagli imparare bene…..e attento che lo sforzo cn l’età sn 2 cose che si odiano eh???attento alla salute,
    mirko

  6. cyberchef Says:

    Carissimo Nipote cerca di scrivere in italiano e non in linguaggio da sms. Non sarai mica cosi’ pigro da non avere la forza di digitare tutte le lettere della parole che vuoi scrivere. Tutti i commenti sono bene accetti, ma se non si usa un corretto italiano saro’ costretto a “radere al suolo” commenti in lingua sconosciuta:-)

  7. beppe vessicchio Says:

    Io non so se Bossi sia molto contento che i suoi conterranei si esprimano in questo modo, sarebbe sicuramente meglio in dialetto !!!!!!

  8. mirko.bianchi95 Says:

    va che mi so il dialet….in quanto allo zio…. strano che essendo csì attivo cn(con) l’informatica nn(non) sai queste abbreviazioni…ma, come si dice, i tuoi erano altri tempi!au revoire(lo sai il francese almeno!) ciao ciao

  9. mirko.bianchi95 Says:

    csì (così)

  10. cyberchef Says:

    caro nipote, l’informatica usata a livello base, se tu la conoscessi non ti permette di abbreviare il linguaggio altrimenti invece di fare un lavoro il computer ne farebbe un altro. Inoltre i frequentatori del mio blog devono assolutamente capire cosa e’ scritto.
    Il francese lo conosco abbastanza per sapere che si scrive “au revoir”

    SCRIVI SOLO IN ITALIANO
    altrimenti ti disintegro i commenti 🙂

  11. beppe vessicchio Says:

    non volevo scatenare un vespaio, e me ne scuso, il problema della frase incriminata era che non se ne capisce il senso a prescindere dal linguaggio usato. e poi cercare di tradurre frasi di senso compiuto dal dialetto potrebbe essere anche divertente. Un saluto a tutti i padani.

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