Alla faccia del venticello dicembrino

Oggi ho ricevuto un regalo natalizio molto molto gradito. Anzi devo ammettere che mi e’ servito a mettere in esercizio e testare un altro regalo ricevuto la mattina di natale: un capo di abbigliamento tecnico. Progettato per le fresche giornate invernali.
Ieri pomeriggio arrivo a casa dopo la prima parte della mia giornata lavorativa, e trovo una mail dall’account di mia cognata, che pero’ portava la firma del mio fratello maggiore. Eccovi la parte di testo che mi ha eccitato come un bimbo davanti ai doni di Gesu’ Bambino.

…ora splende il sole per cui prevediamo che tra poco del bianco mantello rimarrà ben poco !
Da voi il tempo com’è ? Se tutto rimane così avrei intenzione di partire domattina per raggiungere Albisola. Come sei messo con il lavoro ? Fai i tuoi orari normali ? (riposo tra le 14,00 e le 17,00 )
Avrei bisogno una conferma per programmare bene il tutto in modo da poter sfruttare al meglio le ore di luce e trovare il modo di collaudare bene il mezzo e l’interfono. Se poi hai altri impegni rimando la cosa .
Io intanto scendo in garage a sostituire gli specchietti…


Immaginate il mio umore, nulla avrebbe potuto scalfire il mio buonumore. Ho subito chiamato il “meccanico-pilota” per avvisarlo della mia piena disponibilita’. Presi gli accordi del caso, l’ho lasciato ai suoi impegni. Poi ho cominciato a radunare le cose che ho preparato per Giorgio e famiglia, per prima cosa ho messo in pole, gli adesivi preparati per il mezzo di trasporto che l’amico Alberto, nome in codice: Variabile Cefeide ha collaborato a realizzare e che lui stesso ha provveduto a far stampare. Piu’ altre due o tre cose che non sono riuscito a consegnare al parentado prima del recente natale. Non ho certo dimenticato poi di chiedere la mia mogliettina di provvedere all’acquisto di qualche pezzo di focaccia sempre gradita sia da chi e’ venuto a trovarmi, che da chi e’ rimasto a casa 😉

In serata ricevo un’altra mail, che io ho letto tardi perche’ impegnato col fido MacBookPro ad organizzare il lavoro dei prossimi giorni.

…Veicolo pronto, interfoni montati su entrambi i caschi “invernali” e collaudati in casa.
Ho usato in entrambi i casi i morsetti a vite in modo da non consumarti il biadesivo, tanto in quello di Mirko(mio nipote e passeggero per l’occasione n.d.r.) durerà solo domani poi lo smonto per metterlo su quello di Giuseppe(socio proprietario al 50% dei due sidecar n.d.r.). Sul mio sono riuscito a montare tutto, compresa la solita goletta, compagna ormai di tanti Elefantentreffen senza nessun problema…


Stamattina sono andato al lavoro contando i minuti che mi separavano dal ritorno a casa 🙂
Ho anche comunicato al mio capo ed al mio collega la mia intenzione di terminare la prima parte della giornata entro le 14 per poter ricevere mio fratello per tempo.
Alle 14,15 circa il rombo del bicilindrico ha invaso il viale, puntuale come un’orologio svizzero!!!
Poco piu’ di dieci minuti per organizzarsi: il nipotino (si fa per dire e’ alto quasi piu’ di me) spedito su in casa a riscaldarsi le ossa e a scambiare due chiacchiere con zia e cugina, quest’ultima alla mia offerta di tour in sidecar ha risposto con un secco: – No grazie, con questo vento io fino a stasera che ho un impegno e devo uscire, non metto il naso fuori dalla porta. Ho pensato: peggio per te, non sara’ certo la brezza invernale della liguria a fermarmi. Come del resto non ha fermato i due varesotti che sono arrivati ad Albissola, il vento che spazzava i viadotti autostradali li ha convinti a levare la capottina dal carrozzino per evitare pericolosi sbandamenti.
Ed ora veniamo alla parte piu’ interessante del pomeriggio, in un primo momento ero un po’ in soggezione e pensavo di far uscire dal garage il side col suo pilota per poi prendere il manubrio in un secondo tempo. Pero’ mi son detto, di cosa devo aver paura, lo sa benissimo il boss che sono un neofita.
Moto avviata, esco dal cancello, prendo una strada secondaria per potermi dedicare interamente alla guida ed alla conoscenza della guida col tre ruote senza dovermi preoccupare troppo della circolazione stradale. Dopo circa un km e poco piu’ la strada comincia a presentare qualche curva, nella prima un po’ impegnativa, scalo una marcia, apro il gas con eccessiva decisione e mi trovo a lottare letteralmente col manubrio per mantenere il sidecar nella mia carreggiata. Il passeggero non mi e’ sembrato troppo entusiasta, non ha detto nulla (o almeno io non l’ho sentito) e ho proseguito con maggiore cautela. A parte un altra curva presa un po’ allegramente, direi che il test e’ stato piu’ che positivo, aspettiamo i commenti del mio passeggero. ???? Il treruote e’ perfetto, il pilota un po’ meno. In pratica mi sento come quando ho cominciato a guidare l’auto, devo pensare alla guida per paura di sbagliare qualche manovra, cosi’ mi perdo il piacere, sono sicuro che con un po’ di training il problema si risolvera’. Per esempio, io per anni ho guidato la mia moto utilizzando il freno posteriore solo in caso di scarsa aderenza. Ricordo che appena avevo preso la mia BMW, mi ero accorto che la pompa del freno anteriore perdeva olio e trafilava dalla leva. Per non peggiorare la situazione cercavo di usare il posteriore, cosi’ arrivo ad un semaforo e pesto il pedale senza ritegno, e mi sono esibito senza desiderarlo in un controsterzo con la ruota che fischiava sull’asfalto. Adesso invece devo assolutamente cercare di usare tutti e 4 i freni altrimenti rischio di perdere il controllo del mezzo.
Beh oggi ho guidato per circa 14 km, la prima volta che ho preso in mano il mezzo avevo percorso si e no un chilometro e mezzo. Al prossimo giro saranno 140 🙂
GRAZIE GIORGIO PER IL MAGNIFICO REGALO DI NATALE

ps.: -48 🙂

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4 Risposte to “Alla faccia del venticello dicembrino”

  1. Come primo giro non c’è male, ma per fortuna c’era del peso nel carrozzino … altrimenti sai le volte che lo sollevavi ! Come in tutte le cose ci vuole un pò di pratica, quella bene o male è sempre una moto con i comandi praticamente universali. Io tanto tempo fa al lavoro ho provato a manovrare una pala meccanica … paura vera ! Ormai ho circa 8 anni di esperienza con i sidecar ma il primo viaggio da Monza a casa (oltretutto scarico ) non è stato di certo come la salita del sassello di sabato …
    L’importante è non strafare e imparare prima a conoscere il mezzo, questo non è il vecchio Jawa da 25 CV ma nemmeno l’SP da quasi 70 …

    Buon divertimento, ma occhio che l’anno prossimo ci serve ancora ! !

    Giorgio

  2. bianchi.sergio34 Says:

    Mamma dice siete matti come due cavalli, viva la moto

  3. Beppe Vessicchio Says:

    Caro Cyberchef, che non cucini più come l’anno scorso, devi ammettere che oltre ad avere un fratello genio, è anche tanto, tanto paziente!!!!

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