GAME OVER…

Stavolta i piani non sono andati a buon fine, la missione e’ stata interrotta 😦
Cominciamo dal principio: stuzzicato da mio fratello, che si trova a suo agio con due ruote, anche tassellate… o con tre, mi e’ venuta voglia di emularlo, o meglio di provarci!
Il giro del Lago Maggiore in bicicletta
Lui, ha compiuto l’impresa durante il fine settimana di ferragosto, io mi sono organizzato, ho coinvolto la figlia (chissa’ se mi sta ancora maledicendo per la fatica che le ho fatto fare) e siamo partiti
Ecco la cronaca di una trasferta sofferta.
Ieri sera, fuga anticipata dal lavoro.
Caricata la bici della signorina sul tetto dell’auto e via verso il varesotto.
Stamattina sveglia di buon ora, zaino stipato di bevande con integratori salini e un po’ di dolci vettovaglie: si monta in sella.
A “ca’ dei noni” mia cognata che ringrazio pubblicamente, ci ha fatto trovare le bici usate dal fratello e dal suo ragazzo per il giro. Io la sera prima le ho testate, ma poi come previsto decido di usare quella di papa’, dopo averci montato la mia sella pero’ 😉 che e’ molto confortevole. Invece mia figlia poco prima della partenza, dopo aver fatto un giretto in cortile con entrambe, si e’ rimessa in sella alla sua. Non si sentiva a suo agio, era impossibile viaggiare senza il pieno controllo del proprio mezzo. Certo le salite saranno ostiche senza il cambio, ma la signorina se ne frega, quando non ce la fa, scende e spinge.
Il cielo e’ coperto, ma non minaccioso, meglio cosi’ il sole ci arrostirebbe, abbiamo entrambi una carnagione da tedeschi 🙂 L’aria e’ fresca e i primi chilometri li percorriamo con le mantelline, poi i muscoli cominciano a scaldarsi e ci mettiamo in maglietta.
Il traffico e’ scarso, tanto meglio. Alle 10.10 siamo in sosta sul lungolago di Maccagno, poco dopo Luino, ho approfittato dei “piani di volo” dei predecessori ed ho fatto le prime tappe nei medesimi luoghi. Qui snack e sorsate di fresche bibite rigeneranti.

Maccagn

Tutto va per il meglio, prossimo obiettivo a breve termine il valico di Zenna, la mia accompagnatrice si lamenta delle troppe salite, spesso e’ costretta a camminare, io a volte la seguo, ma piu’ spesso l’aspetto in cima, l’ultima volta che sono passato da queste parti viaggiavo in senso inverso e i saliscendi non li ho notati… forse perche’ ero in moto??? 😉
Poco dopo le 12, cedo il passo alla mia compagna di avventura, stiamo passando il Ticino, il ponte divide anche le due sponde, ora siamo su quella occidentale. Che piacevole sorpresa, qui le piste ciclabili sono lontane dal traffico ed anche se le indicazioni per seguirle non sono sempre intelleggibili, raggiungiamo comunque Locarno dove conto di sostare per il pranzo. Un’altra piacevole segnalazione, le piste sono disseminate di servizi pubblici, sara’ un discorso poco romantico, ma sicuramente pratico.
Finalmente siamo in centro, troviamo un locale affollato e mi dico, se c’e’ tutta quella gente si mangera’ almeno in modo discreto. Del lauto pasto siamo piu’ che soddisfatti, io mi sento pieno come un sacco di riso (espressione copiata da un mio caro cliente di origini veronesi) Anche la mia Principessa e’ soddisfatta.

Di nuovo sui pedali e le parti a contatto con la sella cominciano a farsi sentire, io stringo i denti e non dico nulla, il sole ben caldo comincia a cucinarci.

Ascona

Dopo soli quattro chilometri siamo ad Ascona, seguiamo sempre le indicazioni per le bici, ma ad un certo punto buio completo… 😦
Chiedo informazioni, alla fine arrivo ad una rotonda dove la strada per Brissago, il prossimo centro che dobbiamo raggiungere, e’ interdetta ai poveri ciclisti. Non ci resta che deviare, solo che poco dopo, la strada sale, sale, sale… Non so come risolvere senza massacrare le mie gambe e soprattutto quelle di mia figlia. Alla fine seguo le indicazioni per il Monte Verita’, la strada e’ panoramica,

Isole di Brissago

ma e’ tutta un falso piano e mia figlia ormai stanca la percorre completamente a piedi 😦
Questa deviazione compromettera’ definitivamente le nostre possibilita’. Anche se mi ero gia’ reso conto che non saremo potuti arrivare a destinazione prima che il sole tramontasse. Cosi’ senza dire nulla alla signorina comincio ad elucubrare un piano di rientro indolore. In un primo momento penso di raggiungere Verbania e da li’ rientrare a casa, oppure fermarmi subito e fare poi ancora un breve tratto sui pedali, mentre i miei pensieri vagano, arriviamo alla discesa che ci porta di nuovo sulla litoranea. Purtroppo arrivati in fondo ci aspettano di nuovo dei saliscendi prima di giungere in territorio italiano.
Varcata la frontiera a Valmara, comincia ad aumentare anche il traffico, devo dire che mi ha piacevolmente stupito accorgermi che quando si e’ trattato di fare un po’ di slalom tra le auto ferme in coda a causa di un cantiere, la mia compagna di viaggio non si e’ tirata indietro.
Giunti a Cannobbio, ho preso la giusta decisione, quella dettata dalla ragione che ha avuto la meglio su quella del cuore. Io avrei cercato di proseguire, ma poi le ore passavano ed ero certo che oltre le 18/19, trovare un battello che ci portasse in fondo al Lago (intesa come la parte meridionale del bacino e non sott’acqua) sarebbe stato arduo.

Arriviamo presso l’imbarcadero e in biglietteria trovo una persona molto gentile e cordiale, che mi prospetta due soluzioni, la prima piu’ immediata, ma impegnativa e tortuosa, cambiare tre battelli e poi giunti ad Intra saremmo da capo, oppure aspettare l’aliscafo proveniente da Locarno e giungere fino ad Angera dove la strada da fare per tornare alla base e’ poca cosa.Ad un certo punto l’addetto della Navigazione, il signor Giulio, mi dice, pero’ se andate ad Intra, tra un’ora c’e’ il battello: Ce la fate ad arrivarci entro un’ora? Dalla mia faccia capisce che e’ irrealizzabile.
Cosi’ mentre aspettiamo l’imbarco sull’aliscafo delle 18,20, chiamo mia madre e mia moglie per tranquillizzarle, le signore della mia vita, passano il tempo delle mie “avventure” con l’ansia mi dispiace che questo accada, ma non so come evitarlo. Facile direte voi: stattene a casa… Durante l’attesa si avvicina una persona che vedendomi in tenuta da pedalatore mi informa che la domenica ci sara’ una cicloturistica Mendrisio-Varese-Mendrisio, io lo deludo rispondendogli che oltre al fatto che non sarei in grado di fare una cicloturistica, tra poche ore saro’ a 250 km da Varese e che a causa del lavoro, minimo ci staro’ alcuni giorni.
Puntuale l’aliscafo attracca a Cannobbio, io ero convinto che avrebbero messo noi e le biciclette nella parte inferiore dell’imbarcazione, invece mi hanno fatto fare lo slalom tra i sedili e i due cicli son finiti fuori dalla cabina superiore dei passeggeri (perdonate l’ignoranza non so quale sia il nome corretto) a poppa.
Mi volto poco dopo e questo e’ quello che rimane impresso nei miei occhi a fine giornata.

scia

Alle 19,45 siamo di nuovo pronti a percorrere gli ultimi metri che ci separano dalla base: che dolore rimettersi in sella.
Cena leggera poi breve racconto della giornata prima di mettersi in branda, sono deluso dalla mia prestazione, ma nemmeno poi tanto. Meno male che non ho esagerato, altrimenti poi al lavoro ci andavo sui gomiti.
Grazie per la pazienza di chi e’ arrivato fin qui.

Alla prossima puntata
Cyber

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10 Risposte to “GAME OVER…”

  1. Beppe Vessicchio Says:

    Caro Paolo, devi sapere che certe cose si fanno solo dopo almeno un pò di preparazione……….. e se te lo dico io, devi fidarti!!!!!!!!!
    Solo così si “soffre” meno e da una tortura diventa un divertimento.
    Comunque complimenti per la tenacia, soprattutto di Noemi. Molti al suo posto avrebbero alzato bandiera bianca………….e ti avrebbero dato del pazzo.

  2. mikytrial95 Says:

    Beh, se è per questo, caro Beppe, io e mio pare siamo partiti con una preparazione inesistente, ma il giro l’abbiamo completato lo stesso.
    Anche noi abbiamo litigato e non poco ad Ascona, dove sembrava tutto un labirinto, ma noi, invece che andare su per le montagne, ci siamo ostinati a stare vicino al lago e abbiamo trovato una scorciatoia veloce e, sopratutto in discesa. Solo in un punto ho pensato di non potercela fare: A Locarno, dove ci siamo imbattuti in salite abbastanza ripide… sai qual’è stato il miglior modo per superarle: un bel piatto di bistecca con le patatine 😉

    comunque complimenti per averci provato: Farsi 176 chilometri di cui un po’ in salita, non è cosa da tutti! e qui concordo con quello che ha detto Beppe: Molti ti avrebbero dato del pazzo e si sarebbero rifiutati categoricamente.

    complimenti… almeno un centinaio di chilometri li avete fatti e non è poco 🙂

    Alla prossima avventura!!!

    • Che ci vuoi fare si vede che a fare lo sporcapignatte si usano piu’ le braccia che le ginocchia 🙂

    • Beppe Vessicchio Says:

      Allora a voi devo fare complimenti grossissimi!!!!!!!!!!!!!
      Personalmente non mi sarei avventurato in questa escursione senza un minimo di preparazione, il rischio di andare in crisi e poi soffrire come cani è troppo alto, e da un divertimento, si passa a una tortura.
      In quanto tempo avete effettuato il giro, naturalmente soste comprese?
      Magari un giorno mi viene voglia di provarci anche io……………
      Un saluto a tutti i novelli ciclisti.
      CIAO!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. mikytrial95 Says:

    L’abbiamo effettuato in 12 ore… potevamo metterci molto meno ma il dolore dovuto alle selle da ciclisti incalliti, alla quale non eravamo abbituati, ci ha fatto soffrire 😉 comunque, anche se soffri come un cane, la soddisfazione alla fine è tantissima… se potessi, riprenderei la bici subito e ne fare un’altro:)

  4. La prima volta che ho fatto questo giro ( 27 anni fa ) ero molto più giovane ed allenato, ho impiegato 8/9 ore e consumato solo una misera merendina … Ero solo, senza il ben che minimo bagaglio e non so se avessi in tasca neppure i soldi per una eventuale corsa in battello …
    La cosa positiva di questa avventura è il fatto che circumnavigare un lago in cui la navigazione di mezzi pubblici è efficente si può “mollare” in un paese qualsiasi e tornare a casa in assoluta rilassatezza. Certo che però concludere il giro pedalando ha un’altro sapore …

    • Beppe Vessicchio Says:

      Concordo, progettare un’ avventura e poi non riuscire a portarla a termine, ha il sapore di una sconfitta.
      Chissà che, avendone le possibilità temporali, non mi venga voglia di vedere quanto tempo ci metto a fare il giro del lago.

      • Caro Beppe se vuoi farlo imsieme a me, tieniti libero un giorno infrasettimamale del prossimo giugno 😉 ps.: per il discorso tempi fattelo da solo, oppure vedo di recuperare il side;-)

  5. Beppe Vessicchio Says:

    Lo farei volentierissimo, la compagnia sarebbe senz’altro ottima!!!!!!!!!!!!!!
    Ma purtroppo Giugno è ormai periodo off limits, a meno che……………
    Per i tempi, chi và più forte si adegua a quello che và più lento e non viceversa. Succedeva quando ero aspettato, e succede adesso che molto spesso devo aspettare……………

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