ELEFANTENTREFFEN n 54

25 Gennaio lunedi’ : PRELUDIO

La trasferta pre vacanza e’ stata caratterizzata da una fregatura. Sono entrato un autostrada e ne sono dovuto uscire alla svelta: l’hanno chiusa per il maltempo nel tratto appenninico, così per raggiungere il luogo della partenza ufficiale per il raduno mi son fatto 40 chilometri su asfalto coperto di neve. Devo dire che a media oraria bassa non ho incontrato difficolta’ a tenere la strada. Poi una volta raggiunta l’autostrada ad Alessandria tutto e’ proseguito regolare. Il pomeriggio l’ho passato a caricare il furgone per la trasferta. Non vi dico come e’ stato stipato.

26 Gennaio martedi’ : PARTENZA
ore 5.15 parto dal luogo del pernottamento per recarmi al check point della partenza vera e propria. Alle 6.05 siamo in movimento. Breve sosta per raccogliere l’ultimo componente della spedizione ( siamo in 5) poi via verso l’autostrada. Direzione Milano di seguito Brescia, Peschiera ( dove usciamo dall’autostrada per riprenderla ad Affi e risparmiare così circa una ventina di km) Si prosegue con Trento, Bolzano e il Brennero che ci offre un assaggio di neve. Poca roba che nemmeno si attacca all’asfalto, ma crea il paesaggio tipico del nostro viaggio. Passiamo anche Innsbrück. Il tempo migliora leggermente
Alle 12.40 sosta per rifornimento: prima agli uomini. Ci sistemiamo su un tavolino di legno e io personalmente ho recuperato dal Daily dell’ottima focaccia, offerta dall’amico Gianni titolare del PICCOLO FORNO di Albissola Marina sponsor tecnico del viaggio, oltre ad essere un amico, che avrebbe voluto partire con noi, ma il lavoro non glielo ha permesso. Come companatico un paio di cacciatorini sono stati provvidenziali. Il Diavolo decide di mettere un po’ di focaccia a scaldare sopra le prese d’aria della sua auto…

Dopo mezz’oretta di picnic vicino alla neve riempiamo i serbatoi delle “vetture” e ci dirigiamo verso la Germania. Il tempo e’ un po’ pazzerello, momenti con un pallido sole a farci compagnia, si alternano a qualche fiocco di neve qua e la’, nuvolo, poi di nuovo sereno. Il freddo fa congelare Arriviamo alla destinazione prevista: Iggensbach verso le 17. Un paio d’ore di relax nella camera della Gasthaus. Un’ottima ed abbondante cena ha concluso la giornata , consumata mentre ci si rammenta degli episodi piu’ divertenti accaduti negli anni passati.
Ore 22.15 cala il sipario di questa lunga giornata. Abbiamo percorso 700 km ca

27 Gennaio mercoledi’ : ARRIVO
Ore 5.50 siamo gia’ svegli nella nostra camera, ne approfittiamo per sfruttare le comodita’ a cui rinunceremo da questa sera: una bella doccia 🙂
Alle 8 ci attende un corposo Frühstück
Dopo l’abbondante colazione, lotta col furgone che non vuole saperne di avviarsi. Il motorino di avviamento gira bene, ma il gasolio col freddo non va in circolo come dovrebbe e l’aria fredda non aiuta. Siamo a circa 16-18 gradi sottozero. Dopo vari tentativi si opta per la maniera forte. Viene staccato il manicotto di gomma che porta l’aria al motore davanti alla turbina, nel frattempo il sottoscritto e’ andato in un negozio a comprare dell’alcool col quale ci bagnamo uno straccio poi mentre si tenta di avviare il motore, Grizzly tiene lo straccio incendiato davanti alla turbina. E’ stato interessante per me ,che non avevo mai assistito ad usi empirici per avviare un motore che soffre il freddo. La fiamma viene risucchiata dal motore, che alimentato dall’aria riscaldata, da un paio di colpi di tosse poi finalmente si avvia. Partiamo alla volta di Solla, pochi km e siamo a destinazione. Qui cominciano le operazioni logistiche. Viene scelto il punto per l’accampamento. Nel frattempo bisogna scaricare il materiale dal furgone per poter far scendere i due mezzi per i trasferimenti. Putroppo per il freddo anche il sidecar ed il trike fanno dannare il capomeccanico per mettersi in moto. Dobbiamo darci da fare per poter terminare le operazioni di scarico e spostare la macchina ed il furgone prima che comincino a transennare la zona. Breve pausa pranzo che termina con una sacher, peccato che durante il giorno precedente e’ stata traumatizzata dal peso di un frigo portatile 😦

poi si studia quale sia la miglior posizione e orientamento per piazzare la tenda dove il fondo è più in piano. Purtroppo la posizione migliore del nostro spazio, dobbiamo scartarla perchè i nostri vicini, un gruppo di sordomuti tedeschi che sono arrivati prima di noi, hanno piazzato il loro braciere e non è il caso di piazzarci la tenda a breve distanza.

Alle 16 facciamo scorta di legna, qui la vendono a pacchi al costo di 5 euro. Ne compriamo subito 10 così ci fanno la consegna a domicilio.
Una volta piazzato il telo sopra la struttura in tubi d’alluminio il teepee è sistemato.

Si mette al suo interno la stufa, appena accesa diffonde un piacevole tepore, nel frattempo vengono piazzati sul terreno all’interno dei pezzi di legno bloccati con dei picchetti per tenere ferma la paglia, anche questa disponibile direttamente in loco, ma soprattutto ci terranno fermi i materassini durante la notte. Mentre un paio finiscono di sistemare la tenda alloggio altri montano la tenda magazzino.
Dopo un’ora e mezza o forse anche di più al caldo nella tenda, in cui si raccontano aneddoti divertenti, si parte per la cena alla Gasthaus. Li conosciamo due ragazzi, o meglio ne conosciamo uno solo, l’altro molto taciturno dice una o due parole. Invece “Guerra” un ragazzone della bergamasca che ha deciso di farsi un tris di raduni di tutto rispetto proprio in questo periodo sembra un fiume in piena, ci racconta delle sue avventure, dei suoi progetti e ascolta con molta attenzione i racconti dei veterani del nostro gruppo. Cosi’ la cena si protrae oltre le 22. Naturalmente “Guerra” con vero spirito da “Elefanten” accetta di venirci a trovare domani. Stanotte la passa alla Gasthaus, ma domani ha intenzione di dormire in tenda dentro i confini del raduno.
Ore 00.20 sto finendo di scrivere queste righe prima di infilarmi nel mio sacco a pelo, in lontananza si sentono i motori dei sidecars che vengono messi alla frusta. Un gruppo di tedeschi ha deciso di fare una gara di arrampicata su una piccola morena chiaramente coperta di neve. Speriamo che qualcuno non si faccia del male anche se è vero che l’alcool e il freddo sono due ottimi anestetici 😉

28 Gennaio giovedi’ : GIRO A PASSAU
Stamattina ore 6.50 esco dalla tenda. Il freddo non e’ pungente, anche se chiaramente non fa caldo, ma la neve ha ricoperto tutto. La tenda ha bisogno di essere pulita un po’ all’esterno per evitare spiacevoli inconvenienti…
Putroppo lo spiacevole e’ gia’ avvenuto, il telo esterno ha perso la sua impermeabilita’. Alcuni di noi hanno degli indumenti fradici. Quello che è stato appoggiato alla tenda si e’ inzuppato. A me non e’ andata proprio male. Ho appoggiato i pantaloni allo scarico della stufa passandoli come se fosse un ferro da stiro con un po’ di pazienza sono riuscito ad infilarli asciutti.
Passeggiata in solitario verso Solla dopo aver regolarizzato la mia iscrizione al raduno.

Volevo comprare qualcosa da mangiare, in special modo della frutta di cui sento la mancanza. Raggiungo il vecchio market in cui ricordo le code fatte nei giorni di piena quando ho cominciato ad aggregarmi a quel veterano di mio fratello 😉 nel 1994. Amara sorpresa, non c’e’ più il negozio che durante questo periodo distribuiva ettolitri ed ettolitri di birra. Niente frutta 😦
Torno al raduno e comunico la triste notizia. Gli abitue’ non sono convinti, sanno che sono stato operato ad un occhio 😉 Presto cambieranno opinione.
Per pranzo preparo un risotto ai funghi secchi.

Di un kg di riso una volta diviso in cinque, non rimane che l’odore: e meno male che a mio nipote non piacciono i funghi!

Io nel pomeriggio come da miei programmi originali vorrei recarmi a Passau. Dopo varie alternative si decide di salire a Solla in sidecar e lasciarlo al posto dell’auto, ma la batteria del treruote rosso anche dopo una leggera cura ricostituente non ci da soddisfazione. Io e il fratellone andiamo a recuperare l’auto del Diavolo su in paese, scendiamo a valle per la spesa, riporto il fratellone a Solla , e mi dirigo a Passau. Anche qui nevischia ma c’e’ un tepore strano, evidentemente un giorno e mezzo nel recinto degli Elefanti, ha modificato i miei sensori termici.
Avevo un po’ di timore ad addentrarmi in centro pero’ mi sono ricreduto. Entrato in centro dalla sponda del Danubio ho trovato chiare indicazioni per i parcheggi sia coperti che scoperti. Messa la macchina al riparo prendo la mia borsa e mi avventuro alla ricerca di un letto per la notte.
Una decina di minuti dopo ho trovato una confortevole sistemazione. Mollo il bagaglio ed esco a cercare viveri. L’hotel non dispone di cucina.
Piu’ tardi dopo una bella doccia sono pronto a farmi una sana dormita, mi manca la compagnia, ma non la paglia ed il sacco a pelo nella tenda su a Solla 😉

29 Gennaio, venerdi’ : RIENTRO ALL’ACCAMPAMENTO
Stamattina sveglia un poco prima delle 8, approfitto per farmi ancora una doccia, mi abbuffo al buffet delle colazioni, da queste parti sono sempre molto generosi, cosi’ poi sono pronto a partire per un tour della citta’.

Mentre vado a portare il bagaglio in auto per essere più comodo, approfitto per acquistare un paio di pagnotte per gli amici rimasti al raduno.

Passau o Passavia come viene tradotto il nome in italiano, mi affascina, il centro, tutto raccolto in una penisola che termina con la confluenza dei tre fiumi che da origine al nome della citta’ stessa.

Il maestoso “Donau” scorre abbastanza veloce, ci si puo’ fare una crocera, magari la prossima volta prendero’ in considerazione questa possibilita’.
Sono molto soddisfatto della visita, le foto che allego al post non potranno trasmettervi l’emozione che mi ha dato la citta’ bavarese, passeggiare lungo il danubio nei giardini “dreiflüss” poi svoltare e trovarsi lungo l’Inn,

tra parentesi lo scorso anno nel giro col sidecar abbiamo seguito i primi km del suo corso. Qui e’ imponente anche non raggiunge le dimensioni del fiume che lo accoglie, il suo fluire e’ leggermente piu’ nervoso. Una cosa che ho notato lungo le sponde dei due corsi d’acqua: sono piazzati dei lunghi bastoni bianchi e rossi provvisti di un grosso gancio sulla punta e dei salvagenti muniti di alcuni metri di corda, per soccorrere incauti passanti che dovessero finire a bagno. In italia probabilmente non ci sarebbero piu’ nemmeno i ganci che sorreggono questi dispositivi 😦
Verso le 12 concludo la visita, devo cercare un paio di souvenir per le mie donne, altrimenti quando torno a casa…
Prima delle 14 sono in auto per tornare all’Elefantentreffen. Ero indeciso se rifare la statale 85 che ho percorso all’andata oppure salire utilizzando l’autostrada. Ho seguito la prima opzione, dopo pochi minuti dalla partenza ero gia’ sulla statale. Mi fermo a fare acquisti, ho deciso che stasera cucino in tenda, ho una busta con un kg di tortelli, così nel mini market di Zenting mi limito a panna, prosciutto della selva nera affettato e una busta di emmentaler grattato come surrogato al nostro inimitabile parmigiano. Arrivo a Solla e come previsto non c’e’ piu’ il parcheggio in fianco al furgone, sistemo l’auto nell’area prevista dall’organizzazione poi mi avvio verso il campo base. Nevica! La tenda è bianca e ahimè umida bisogna fare attenzione a non appogiare nulla al telo, pena l’inzuppitura istantanea. Illustro la mia proposta ai colleghi, ai quali si è aggiunto Fausto, un irriducibile e solitario vespista. Cucino i tortelli che ho portato da casa e li mangiamo in tenda al caldo, poi saliremo alla Gasthaus per una birra ( io escluso) e un dessert: APPROVAZIONE ALL’UNANIMITA’
Nel frattempo prima di preparare per la cena conosco Silvio,

anche lui vespista che ha con se due compagni di viaggio, forse definire viaggio la sua trasferta e’ eccessivo hanno dovuto affrontare noie di ogni tipo. Lo ritroviamo poi su in Gasthaus.
Io e Silvio abbiamo una conoscenza in comune, un pretesto per socializzare. Personaggio simpaticissimo e preparato dote rara nel secondo millenio ed e’ pure astemio il che da queste parti appare un difetto 😉
La serata si conclude con il rientro al nostro Teepee, sotto la neve che cade copiosa.

La stufa e’ tiepida, ci vorra’ un po’ per riscaldare l’ambiente.
Prima di coricarsi la solita oretta di chiacchere a rimembrare le vecchie edizioni di questo raduno o altre amenita’.

30 Gennaio sabato : L’ODISSEA
Al mattino con 4 voti a favore ed uno contrario si decide di smontare l’accampamento, o meglio di iniziare le solite procedure con l’opzione di tenere vivo il fuoco nella stufa fino all’ultimo in caso di cambio di programma.
Io parto alle 9 con la pala sulle spalle vado a togliere la coltre al sidecar. E’ conciato peggio di ieri sera

Appena terminato salgo a Solla a sgombrare anche il furgone.

Il panorama e’ splendido

Li’ la faccenda e’ mooolto piu’ impagnativa, 60 cm di neve per fortuna farinosa circondano il veicolo. Mentre mi avvio alla mia penitenza, collaboro con diversi colleghi per permettere loro di estrarre le moto dai relativi parcheggi. Son tutte bianche!
Nel frattempo il Fratello ed il Diavolo cercano disperatamente di far partire il sidecar e il trike. Giornata nera. Il side per avviarsi ha avuto bisogno del dottore: cavi ed etere fanno il miracolo, ma purtroppo e’ pure senza benzina e il piu’ vicino punto di rifornimento e’ a ca 10 km. Giorgio riesce comunque a trasportare un po’ di materiale al furgone, prima di lasciare il V35 Gespanne accanto al furgone.
Dopo due ore di lotta riesco a pulire decentemente intorno al furgone lasciando una striscia di neve dal lato strada, per evitare che il passaggio degli spazzaneve rendano nulla la mia faticata.
Torno all’accampamento verso le 12. Per oggi, visto che aspettiamo visite avevo previsto un pranzo a base cinghiale alla birra, che avevo preventivamente cotto a casa; accompagnato da polenta fumante, che viene sostituita dal pane, non e’ possibile usare i fornelli e quindi ho solo la stufa per cucinare e scaldare. Ho approfittato pure dell’assaggiatore ufficiale del mio blog che mi ha confermato la bonta’ del manufatto prima di partire 🙂
Finito il pranzo, a cui si sono uniti tre amici che hanno portato del salame di supporto, proseguono le operazioni di smantellamento, anzi approfittiamo dei nostri ospiti che se ne vanno verso il paese per affidare loro un po’ della nostra “mercanzia”
Alle 16 dopo aver tentato l’impossibile per avviare il trike si porta anche questo in officina, ma qui non c’e’ speranza. Probabilmente lo sporco del serbatoio ha intasato il carburatore e non ci resta che fare gli asinelli e trascinarlo il piu’ vicino possibile al furgone.
Per evitare di spingere per quasi due km di salita i due anziani riders pensano di sfruttare la strada che dall’ingresso del raduno scende verso Rettenbach, in modo di avvicinarci il piu’ possibile all’incrocio chiuso al traffico nella direzione del raduno, presidiato dalla polizia.
Una volta parcheggiato il trike torniamo al nostro accampamento e riempiamo il carretto di legno che cerchiamo di trascinare fuori dalla recinzione con notevole fatica e poi sfruttando anche la vespettta di Grizzly usiamo un tavolo in plastica gia’ danneggiato capovolgendolo per usarlo come slitta e poi lo leghiamo allo scooterino. Con varie peripezie partiamo dall’entrata del raduno. Io seguo la vespa e il tavolo cercando di dirigerlo nella giusta direzione. Nel frattempo il mio “nipotino” cerca di stabilizzare col suo peso il carrettino di legno e i due “vecchi” che sono anche quelli piu’ robusti lo fanno scendere a valle. Il “Diaul” definisce colonna infame l’assembramento del nostro materiale sul ciglio della strada.

Una volta radunato tutto a me viene affidata la missione di recuperare l’auto. Vengo trasportato da Fausto fino a pochi metri dal parcheggio con la sua vespa. Raggiungo la citroen, purtroppo perdo quasi venti minuti a scaldare il motore, sbrinare il parabrezza e spostare la neve con gli scarponi da sotto le ruote dell’auto, almeno un minimo per tentare di uscire dal parcheggio. Poi devo ringraziare un paio di persone che mi hanno aiutato spingendo ad uscire dall’impasse. Poi mentre cercavo di raggiungere la strada una leggera salita innevata mi ha fatto perdere alcuni minuti. Finalmente raggiungo il furgone, mi piazzo in fianco, ma essendoci la neve sono leggermente sulla strada. Arriva la polizia e mi obbliga a spostare l’auto. Finalmente scendo a cercare di recuperare Giuseppe. Lui e’ infreddolito, servono i cavi per il sidecar e sono rimasti insieme al materiale. Cerco di convincere i due poliziotti a farmi raggiungere il nostro mucchio di roba: niente da fare non mi permettono nemmeno di lasciare 10 minuti l’auto in parcheggio selvaggio per chiamare Giuseppe, il suo cellulare non riesco a chiamarlo.
Finalmente il Diaul appare gli mollo la sua auto e vado a sorvegliare il nostro bagaglio. Resto in attesa alcuni minuti. Comincio a sentire freddo e stanchezza. Arriva mio fratello con Mirko, suo figlio, mi dice che si e’ deciso di coprire il materiale ed i mezzi con un telone e poi cercheremo di recuperarli l’indomani mattina. Torniamo a piedi all’incrocio, avrei voglia di dar fuoco ai due tutori dell’ordine. Basterebbe che ci concedessero 20 minuti, oltretutto i mezzi per caricarli non avrebbero nemmeno la necessita’ di restare sulla strada, c’e’ un parcheggio sufficiente persino per il furgone.
Il Diavolo viene a recuperare me e Mirko, il fratello invece sale sul furgone che sta arrivando con Enzo. Lui parla un po’ di tedesco e decide di tentare di nuovo con la “polizei”. E’ fatta ci concedono di effettuare il carico. Siamo tutti stanchi, ma almeno cosi’ domani non abbiamo necessita’ di sporcarci o di muoverci presto per caricare.
Finalmente alle 21.30 siamo al caldo. Cena a base di cordon bleu patatine fritte e per me un fiume di cola, gli altri invece ingollano biondo nettare della bavaria. Dopo la cena io sto gia’ sognando una bella e calda doccia, oltre alla biancheria asciutta. Invece con grande delusione devo rinunciare alle abluzioni. Non c’e’ acqua calda e sfido chiunque a tentare una doccia con l’acqua corrente in questo periodo qui in germania.
Dopo pochi minuti chiudo gli occhi. Non ho nemmeno la forza di mettermi in pari con la cronaca del viaggio.

31 gennaio domenica: VIAGGIO IN RELAX

Stamattina dopo una sana e lunga dormita nel mio ripostiglio, ho battezzato cosi’ l’angolo della stanza in cui si trova il mio letto. Io che sono il piu’ freddoloso ho pure il calorifero spento, ma almeno metto gli scarponi ad asciugare vicino a quello del bagno 😉
Adesso finalmente abbiamo l’acqua calda in camera. Non vedevo l’ora di poter stare dieci minuti inerte sotto un getto d’acqua bella calda. Goduria assoluta, adesso una volta preparati i bagagli li carico sul furgone e tutti insieme diamo l’assalto all’ultimo frühstuck. Spazzoliamo senza ritegno i salumi, il formaggio, marmellate nutelle e persino il cesto del pane del tavolo vicino che ci ha preceduto con la colazione, ho idea che ognuno di noi si sia alzato da tavola col serbatoio del carburante pieno!!
Scaldati i mezzi che partono senza problemi.
Da Iggensbach il nostro itinerario comprende: prima l’ ingresso in autostrada o dovrei scrivere autobahn, Passau… poi a Pocking si esce e si prosegue per Rosenheim sulla statale 12 passando per Mülhdorf, una volta giunti all’incrocio con l’autostrada rientriamo e percorriamo la valle dell’Inn? Verso le 15 circa saliamo sul Brennero, e rientriamo in Italia.
Dopo Bolzano ci fermiamo un attimo in un’area di servizio per cambio equipaggio. Io lascio il furgone su cui sale Grizzly e accompagno il “Diaul” così appena usciamo dall’autostrada a Trento noi automuniti cerchiamo un supermercato per la spesa mentre i “furgonmuniti” vanno avanti ad accendere la stufa nell’alloggio che ci ospita questa sera, si trova in Valsugana e precisamente ad Ospedaletto. Arrivati a destinazione la stufa sta viaggiando così comincio a mettere una pentola d’acqua a scaldare pelo e taglio a fette le patate che ho comprato al market poco fa, ho intenzione di cuocerle al forno, Grizzly è scettico, mi dice che il forno non sarà caldo abbastanza per cuocerle… Si ricrederà presto 😉
Nel frattempo faccio un’amara scoperta. Ho lasciato in Germania un sacchetto con le vaschette vuote del cinghiale e sich, la vaschetta di ragù per stasera. Devo cambiare programma, non ho nulla per condire la pasta. Ho trovato la soluzione per la cena: risotto ai formaggi sfumato alla birra di Grafenau: la pentola alla fine è vuota. Dopo le patate che potete vedere come son finite,

ho preparato delle crespelle alla nutella. Con dei clienti così gli avanzi non sono nemmeno da prendere in considerazione 🙂
Tenete presente che durante il pasto e la chiaccherata dopocena, abbiamo tirato l’una e un quarto, si sono ( io vado ad acqua e al massimo succo di frutta) scolati 5,5 litri di birra e mezzo litro di grappa. E devo ammettere che nessuno mostrava segni di squilibrio o altri sintomi di ubriachezza molesta, al massimo una maggiore sensibilita’ all’ ilarita’, cosa che in compagnia non guasta.

1 Febbraio lunedi’: L’EPILOGO

Stamattina alle 7 sveglia, qualcuno ha faticato a uscire dal sacco a pelo, pero’ siamo riusciti a metterci in viaggio puntuali verso le 8,30.
Per ora di pranzo siamo quasi a casa, ma il Diavolo vuole fare pic-nic in autostrada, il suo desiderio recondito sarebbe quello di suscitare ribrezzo dai passanti glamour che transitano nell’autogrill. Non so se il suo obiettivo e’ stato raggiunto, l’unica cosa che vi posso garantire e’ che la nostra postazione di ristoro comprendeva: tavola in legno appoggiata a due cavalletti e copertura in tovaglia di recupero. Salame pavese, formaggi e affettati assortiti, panettone gianduia e naturalmente svariate lattine di birra mantenute ben fresche nel vano di carico del furgone.


Non siamo riusciti a bloccare nessuno per farci fare una foto di gruppo tutti insieme 😦
Finita la pausa pranzo via verso casa, si scarica la vespetta da competizione del Grizzly dall’auto, e tutto il suo materiale di viaggio (non diteglielo, ma quando si muove e’ peggio di una donna 😉
Arrivati al punto di partenza, non resta che svuotare il furgone e poi i saluti di rito.

La solita frase: Arrivera’ Gennaio!!!!
Per chi e’ interessato l’Elefantentreffen nel 2011 si svolgera’ sempre a Solla dal 28 al 30 Gennaio

Ps.: Aspetto dai miei compagni di viaggio commenti, critiche e correzioni se lo ritengono. Sono disponibilissimo ad aggiornare o scrivere un secondo post sulla nostra vacanza.

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12 Risposte to “ELEFANTENTREFFEN n 54”

  1. Ma che bellissimo reportage! Ti invidio soprattutto per il maialozzo! 🙂

    • cyberchef Says:

      Col porcello i sordomuti, hanno fatto orecchio da mercante, se lo sono mangiato tutto senza offrirci altro che il fumo 😦

  2. mikytrial95 Says:

    bellissima cronaca di un bellissimo viaggio… non c’è modo di descrivere il viaggio e come tu l’hai raccontato.

    • cyberchef Says:

      Caro nipote, da te mi aspetto un commento, anche duro sul mio comportamento in trasferta, in fondo e’ la prima volta che andiamo a spasso insieme, non temere di parlare critica pure e’ un tuo diritto 🙂

  3. beppe vessicchio Says:

    e bravo il bianchi, che bell’avventura……… ma dimmi un pò, come hai fatto a lasciare in germania delle cibarie?

  4. Va benissimo così il racconto, poteva andare meglio con il clima (e di conseguenza con i giocattoli che avevamo al seguito) ma si sa in questo periodo dell’anno è normale che nevichi … Abbiamo ancora davanti tanti anni per riprovarci sperando in un magnifico sole, però poi se la notte scende la temperatura a -20° non lamentatevi ! Io personalmente ho già in mente qualcosa perchè mancano solo 11 mesi alla partenza …

    Ciao Giorgio

  5. Ciao sono Fabrizio, sono quello venuto dalla sicilia all elefante con la vespa. Aggregatomi a silvio avevamo la tenda accanto la vostra.
    E’ stata un esperienza davvero unica molto emozionante.
    Un saluti a tutti voi con stima Fabrizio.
    p.s. appena ho la vostra email vi mando delle foto

    • cyberchef Says:

      Ciao Fabrizio, son contento che ti sia piaciuto il viaggio, io il primo l’ho fatto con un vecchio gilera cb1 e allora e’ stato veramente emozionante il viaggio. Questa volta io ero su un furgone, niente a che fare col vostro di viaggio, che so costellato da tappe forzate. A presto Paolo

  6. A me sembrava già di fare qualcosa di impegnativo partendo da Varese in motorino, ma tanto di cappello a chi ci ha provato da 1000 Km più a sud. Vorrà dire che qualche volta, giusto per fare qualcosa di diverso, scendiamo un pezzo e poi risaliamo verso le alpi …
    Ancora complimenti e, naturalmente, ARRIVEDERCI ! ! !

    Ciao Giorgio

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