Ricognizione lacustre

Venerdi’ scorso mi sono organizzato e sono riuscito a compiere una ricognizione per capire come evitare di rifare il medesimo errore nel percorso del giro del lago che ho in programma di ritentare la prossima estate. L’idea iniziale era di partire da Intra ed arrivare in Ascona, dove ho avuto grosse difficolta’ a trovare la via per prosegure verso sud. Andando in senso opposto sarebbe stato piu’ semplice. Poi il tempo era a dir poco meraviglioso, stavo bene, ero in tabella di marcia e mi son detto, scendere dal lato opposto non mi impegnera’ molto di piu’ che tornare da dove son venuto.

Sono andato in auto sino a circa meta’ lago e li’ ho preso il traghetto per arrivare alla sponda piemontese

Sono partito molto tranquillo, senza sforzo apparente viaggiavo sui 27-30 km/h. Mi son portato un litro di integratore salino, non so se è una cosa più di testa che di fisico, ma mi da la carica giusta. Il panorama che si gode viaggiando lentamente e’ impagabile

Arrivato al punto cruciale dove mi son trovato sulla strada cantonale davanti ad una galleria che reca un bel cartello con : DIVIETO DI TRANSITO BICI E PEDONI, mi avvicino e da un’auto una persona mi suona e mi fa segno di no. Nessun problema sono lì proprio per scoprire come aggirare l’ostacolo. A destra oltre il gard-rail c’è la strada che credo sia quella dismessa quando è entrata in funzione la galleria di cui sopra. Faccio scavalcare la bici, scavalco io e mi rimetto ai pedali.
La sede stradale è larga c’è qualche pedone, ma si viaggia senza rallentamenti. Proseguo e mi trovo davanti al “Lido di Ascona” chiedo indicazioni ad una signora che mi rassicura di proseguire sulla strada che sto percorrendo. Mi affianco al Golf club dove intravedo molti giocatori. Qui la passeggiata ha la sede più ridotta, i pedoni sono in aumento e si deve rallentare un po’. Poi la strada si interrompe presso la riva del lago, e seguo la via principale. Ad un certo punto ho il dubbio di non essere nella giusta direzione. In questo caso il mio telefono mi trae d’impaccio. Riprendo la pedalata e mi ritrovo nel punto dove la scorsa estate mi sono trovato in difficolta’. L’unica cosa che non sono riuscito ad individuare e’ stato il percorso ciclabile alto, e quindi (fortunatamente vedremo poi) mi sono limitato al percorso che segue la riva del lago, ha la limitazione della velocita’ imposta giustamente per non nuocere a chi passeggia. A questo proposito volevo spezzare una lancia per ribadire la diversa educazione del popolo elvetico. Capita che ti si affianca un’auto mentre sei in bici, il guidatore rallenta e cerca di sorpassarti in un momento in cui non sopraggiungano auto in senso opposto in modo da potersi allontanare dal pedalatore: da noi, ahime’ non c’e’ questo rispetto, e di questo me ne dolgo.
Tornando alla ricognizione, oltrepasso la zona centrale di Locarno, seguendo le piste ciclabili che escono dalla citta’ mi trovo in aperta campagna tra serre e allevamenti di animali. Mi viene il sospetto di essermi spinto oltre la strada che devo seguire cosi’ mi fermo di nuovo e consulto il navigatore per evitare di fare fatica inutile. In effetti ero andato oltre di circa un chilometro, poca roba.
Finalmente sono sopra il Ticino, che oltre a dare il nome al cantone italiano, e’ l’immissario del lago Maggiore. Ora si tratta di tornare indietro dall’altro versante. Fino al confine tutto liscio, anche il percorso. Poi le gambe si fanno pesanti, ed io che sono un pollo, nella smania di prendere il via con la bici per il mio giro, ho lasciato le barrette energetiche in auto. A Luino una breve sosta per comunicare a casa la mia posizione…

…ma quando sono ripartito ho cominciato a contare i chilometri che mi separavano dalla mia auto.. 😦 Ho rallentato vistosamente l’andatura fino ad impiegare ca 50 minuti per fare 20 chilometri. Qualche salitella, seppur misera sul percorso ha fatto il resto. Sono arrivato a Laveno Mombello con una “cotta” indescrivibile, in pratica ho percorso la stessa distanza della scorsa estate solo che invece di metterci 9 ore e passa, ho impiegato 4 ore e mezza. Devo assolutamente riuscire a viaggiare piu’ lentamente altrimenti non riusciro’ a compiere l’intero giro del lago, i chilometri sono 70 in piu’, e’ vero che avro’ a disposizione un’intera giornata estiva, ma se non imparo ad alimentarmi correttamente ed a dosare le forze, mi inchiodero’ di nuovo e non sara’ piacevole.

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6 Risposte to “Ricognizione lacustre”

  1. Marco di Busto Says:

    A mia opinione ti servirebbe qualche dritta da un gruppo di ciclisti amatoriali, gente che fa i conti con qualche anno in più e certamente saprà suggerirti come amministrare la fatica.

    Non trascurerei l’idea di avere un’auto d’appoggio, non che ti segua passo passo tipo auto ammiraglia della squadra, ma che ti garantisca un punto di riferimento “mobile” precedendoti per trovare punti di tappa e sgravandoti dal problema “rifornimenti al seguito”. Non ho un portabici, ma nel caso ti basti l’auto fammi sapere, visto che sono abbastanza vicino al percorso.

    Comunque complimenti: io mi sento i muscoli indolenziti solo a leggerti! 🙂

    • cyberchef Says:

      Grazie del consiglio, in realta’ ho un mentore, molto piu’ esperto, anche se e’ uno scalatore. Terro’ comunque conto dell’offerta dell’auto appoggio. Sapessi come mi rompe dovermi fermare per fare acquisti. Provero’ comunque a dare un’occhiata sui forum per trovare informazioni utili, in fondo ci sono apposta in rete. Ciao e buona settimana.
      ps.: non preoccuparti per gli indolenzimenti, domani ho in programma un’altra uscita, tempo permettendo 😉

    • Io ho rifatto l’intero giro l’anno scorso con Mirko, eravamo entrambi privi di allenamento (la prima volta 28 anni fa in solitaria) ma tutti questi problemi non ce li siamo posti. Nessuno ci rincorreva e non avevamo ne cartine ne “mezzi tecnologici” al seguito. Certo che se uno si mette a correre …

      Ciao Giorgio

      • cyberchef Says:

        E’ evidente che i miei limiti sono altri, proprio perche’ non sono riuscito nell’impresa lo scorso anno, mi ci sto applicando. Oggi altro giro di 102 km, ma presi con piu’ calma. Nonostante la bassa temperatura in fase di inizio sono riuscito a portare a termine l’impresa senza arrivare a casa come un canovaccio. Anzi al ritorno ho alzato la velocita’ massima raggiunta dal tachimetro 65.3 , ho persino sorpassato uno stupito ciclomotorista! Il percorso lo conosci bene: Albissola-Acqui Terme e ritorno via Sassello 😉

  2. tababike Says:

    Te lo avevo detto di mangiare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Sapere gestire lo sforzo non è cosa semplice, conosco gente con esperienza pluriennale di bicicletta che non si sà controllare.
    Comunque conoscendo l’obiettivo da raggiungere, considera di viaggiare per almeno metà del percorso sottoritmo………………………

    • cyberchef Says:

      Come ho scritto in risposta a Giorgio, oggi di nuovo allenamento e risultato decisamente migliore, anche grazie alle vettovaglie che stavolta sono venute con me, invece di restare a casa 🙂

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