Secondo round

Lunedi’ scorso, gia’ dal mattino ero in fase preparativi per il secondo tentativo di portare a termine il giro che ho fallito lo scorso settembre. Dopo la ricognizione effettuata qualche tempo fa presso Ascona, per evitare i problemi della volta scorsa, mi sentivo abbastanza sicuro di poter completare il giro senza troppi problemi, ho fatto calcoli e ricalcoli, perche’ oltre alla sgambata devo mettere in conto che da casa alla base di partenza ci sono 200 km che corrispondono a circa 2 h di viaggio. Con un solo giorno di liberta’ dal lavoro non e’ che ci sia molto da risicare. E’ vero che potevo tranquillamente fermarmi a dormire sul lago anche la sera del giro, ma significava doversi alzare presto l’indomani. Cosi’ ho deciso, parto appena finito il lavoro, che manco a farlo apposta si e’ protratto oltre il solito. Doccia, la cena al sacco gentilmente preparata dalla mia figliola che ha sottolineato che mi ha pure sbucciato la frutta e che devo renderle il favore 😉

Alle 22.12 sono in auto, la strada e’ scarsamente trafficata, il viaggio nella prima parte e’ stato accompagnato da una chiaccherata con colui che mia moglie chiama il mio “fidanzato” solo perche’ stiamo ore al telefono a disquisire di computer e altre amenita’, prima dell’avvento di internet abbiamo anche passato diverse serate al telefono a giocare col computer. Poi quando sono rimasto “solo” ho fatto uno spuntino e a mezzanotte e qualche minuto sono arrivato a destinazione. Scaricato il computer e il minimo bagaglio (abbigliamento da bici e zaino semipreparato per la trasferta sui pedali) due chiacchere con i genitori, e a nanna: domattina alle 6,30 e’ prevista la sveglia con partenza alle 7,00. Fa ancora fresco per partire troppo presto ed io sono freddoloso. Alle 5,30 ero gia’ sveglio, sempre a far calcoli sui tempi che avrei dovuto rispettare per riuscire a restare nei miei programmi. Alle 6.20 mi vesto, scendo preparo la bici che ha dormito in auto. Devo rimontare la ruota davanti che tolgo per caricarla piu’ agevolmente.
Nel frattempo la mamma prepara i panini al suo bambino piu’ piccolo 🙂
Alle sette in punto sono in sella. L’aria e’ fresca, ma poi cominciando a pedalare si scaldano i muscoli e si sta bene, il sole fa piacere, aiuta ad andare in temperatura. Dopo circa 4 km mentre entro ad Ispra subisco il primo sorpasso della giornata. Io me ne vado calmo calmo, mancano troppi km per pensare di fare il galletto, oltre al fatto che non ne ho la forza 🙂
Visto la precedente esperienza e i buoni consigli dell’amico Beppe che e’ ben piu’ esperto di me, decido di ingerire qualcosa ogni ora circa. Cosi’ alle 8 sono a Laveno Mombello,

dove chi ha voglia puo’ salire sul Sasso Ferro e godere questo panorama
L’ultima volta che sono stato da queste parti ho preso il traghetto e ho lasciato il cibo in auto 😦
Breve sosta, una merendina, un sorso d’acqua e via, verso Luino, l’ultima cittadina di una certa entita’ prima della frontiera di Zenna. Alle 9,25 sono presso la dogana. Chiamo casa per avvisare che tutto procede bene. Nel frattempo mi sono reso conto solo ora che il cielo e’ tutto coperto, non minaccia pioggia, ma mi dispiace che non ci sia un bel sole. Mi rifocillo con un panino e due sorsi di bevanda energetica e riparto. I doganieri sia italiani che svizzeri evidentemente impietositi dalla faccia di noi cicloamatori non esitano a fare cenno di passare. A differenza del tratto italiano che precede il confine, in Svizzera e’ un susseguirsi di villette e paesotti con poche zone boscose, un vero peccato io adoro l’odore dei boschi specialmente in questa stagione che la vegetazione ripresasi dal torpore invernale sembra piu’ vigorosa e rigogliosa.
Il primo pannello che incontro segnala: Locarno 24 km, secondo i miei calcoli non dovrei impiegare piu’ di un’oretta e qualche minuto per raggiungere la piu’ nota cittadina del cantone svizzero lambita dal Verbano. Dimenticavo pero’ che il ponte che scavalca il Ticino si trova a diversi km dal centro della citta’, e mi sembra di averci impiegato poco tempo a raggiungerlo. Alle 10 in punto sono gia’ in direzione Minusio, sono contentissimo, senza esagerare ho impiegato due ore in meno rispetto a settembre, e’ vero che il mezzo che sto usando e’ ben piu’ performante di quello scroccato a papa’ in quell’occasione.
Alle 10,30 sosta carburante ingerisco ancora un po’ di calorie e riparto dopo circa 10 minuti. Questa volta volutamente seguo la ciclabile alta invece di prendere quella con la velocita’ limitata, peccato che dura poco, devo ritornare verso la riva del lago, attraverso la zona piu’ turistica di Locarno, arrivo ad Ascona, cerco di ricordare le strade percorse in aprile, anche i cartelli che segnalano la pista per le bici mi aiutano. Arrivo nella zona del porto, costeggio il campo da golf, arrivo in un attimo presso la zona dell’imbarcadero, qui devo forzatamente rallentare, c’e’ una fiera e i pedoni sono ovunque, non ho scelta, devo dribblare coloro che vagano per le bancarelle senza prestare troppa attenzione a quello che hanno intorno. Ancora pochi metri e arrivo al punto in cui l’accesso alle bici ed ai pedoni e’ interdetto sulla strada cantonale. Bene, mi rimetto sulla carreggiata bello pimpante, tra parentesi, questa volta ho notato che per terra e’ ben segnalato che le bici devono immettersi nella corsia a loro dedicata qualche decina di metri prima della galleria veicolare e seguire la strada che io ho appena percorso in senso inverso.
Dieci km circa mi separano dal confine. Prima di rientrare nel Bel Paese, ammiro presso una centrale idroelettrica i binari della funicolare che probabilmente serve l’impianto.

Chissa’ se Beppe vedendo la foto sente il desiderio di arrampicarsi li’ a fianco con la sua bici. Io no!!
Arrivo alla dogana di Piaggio Valmara, anche qui nessuna formalita’ per passare. Ormai sono a circa 100 km percorsi, decido di fare sosta dopo averli raggiunti per un’ ulteriore iniezione di calorie nello stomaco. Arrivo a Cannero Riviera, scendo dalla statale e mi fermo sulla riva del lago. C’e’ vento non mi da fastidio, anzi subito mi tolgo pure la giacca poi pero’ l’aria aumenta e mi copro, non voglio rischiare una congestione. Dopo circa 20 minuti risalgo in paese, meno male che sono pochi metri perche’ l’erta e’ tosta. Ora con la pancia piena la mia marcia e’ leggermente rallentata, la strada e’ tutta pianeggiante e in poco tempo, arrivo a Intra. Comincio a sentire nelle ginocchia qualche segno di stanchezza, appena la strada cambia pendenza devo alleggerire il rapporto altrimenti son dolori. Arrivo a Stresa, dove ben 30 anni or sono ho terminato i miei studi. Mi fermo per l’ultima sosta, da qui all’arrivo sono poco piu’ di 30 km sul lungolago vedo due bici sdraiate, uno dei proprietari ha fatto altrettanto si e’ sdraiato pure lui!!!
ps.: lo potete ammirare dietro le palme

Scambio di sms con la mia signora che mi incita ad assimilare zuccheri e ricaricarmi prima del finale.
Dopo qualche minuto sotto il sole che ormai scalda e mi arrostisce un po’ riparto per l’ultima tratta, passo Belgirate dove ricordo le volte che sono passato da ragazzo, non e’ cambiato granche’ ; poi c’e’ Lesa, li’ mi fermo per uno scatto al versante lombardo ed al momento di ripartire si ferma un collega pedalatore e mi chiede informazioni per una strada alternativa che lo porti sul Mottarone senza arrivare a Stresa, io mi offro di consultare il navigatore che mi porto appresso nel telefono, solo che e’ talmente lento che il mio interlocutore mi domanda quanto manca a Stresa, gli dico meno di 10 km e lui allora mi risponde, beh allora vado su da li’ che non ci vuole molto ad arrivarci, gli ricordo che comunque la vetta del monte in questione misura circa 1400 m per cui dovra’ sudare per arrivare in cima.
Mi rimetto in marcia e mi concedo un ultimo scatto alla Rocca di Angera dalla cancellata di una villa sotto il colosso di San Carlo prima di entrare in Arona,

mentre son fermo passano un paio di gruppi di colleghi sui pedali che mi salutano come e’ consuetudine.
Seguo il lungolago anche se il pave’ non e’ il massimo, meno male e’ solo per pochi metri, per lo meno il traffico e’ piu’ lento e scarso rispetto alla statale che riprendo alle porte di Dormelletto. Pochi minuti e sono a Sesto Calende, dal ponte si gode uno splendido panorama, piu’ bello del solito perche’ ormai manca veramente poco al traguardo.

E finalmente dopo 8 ore e 45 min sono di nuovo al punto di partenza, con le giunture un po’ cigolanti ma soddisfattissimo.

Naturalmente la mia consorte ha subito sentenziato “Meno male cosi’ adesso la pianti di rompere con ‘sta storia”
…Tanto ne trovo sicuramente un’altra, ma non diteglielo 🙂

Dedico questa fatica  ad un’amica che ci ha lasciato poco tempo fa 😦

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11 Risposte to “Secondo round”

  1. complimenti!

  2. beppe vessicchio Says:

    E bravo Paolo, ci sei riuscito!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Non avevo dubbi al riguardo, sei di una tenacia incredibile, ma dimmi, c’è una salita che si arrampica a fianco della funicolare?
    La pendenza mi sembra notevole e anche la lunghezza non scherza………… chissà se si riesce a stare in sui pedali per una rampa così lunga…………

    • cyberchef Says:

      Mi dispiace, ma non mi pare ci sia un corridoio pedalabile, anzi credo che proprio a causa della centrale idroelettrica non ci si possa avvicinare troppo.
      Puoi sempre provare la val canobbina, son sicuro che li si arrampica a sufficienza. Oppure cerca le indicazioni per il lago Delio nelle zone del Varesotto alto

  3. beppe vessicchio? “quel” beppe vessicchio?

  4. Ehilà, Chef! Complimentoni per tutto! Per fortuna c’è anche qualche ricetta(SLURP), immagino per rifocillarsi dalla fatica fatta a leggere le tue imprese!

    Mi metti qualche bella ricettona di torte?!?

    Ciao Ciao

  5. Davvero una bella impresa che attraverso il tuo racconto hai reso ancora più emozionante. I miei complimenti si aggiungono a quelli degli altri.

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