Archivio per A.C.I.

Come perdere un cliente

Posted in sensazioni e meditazioni with tags , on ottobre 26, 2016 by cyberchef

Tanti anni fa, appena terminato il servizio militare, mi comprai un’auto, l’unica nuova che ho posseduto fin’ora. Decisi di iscrivermi all’automobil club d’Italia, meglio conosciuto come A.C.I.

Purtroppo come guidatore ero un po’ carente. Tamponai un’ auto in autostrada, per puro caso ero molto vicino ad un’uscita, nello specifico a Ospitaletto. Il titolare o presunto tale dell’officina autorizzata al soccorso stradale A.C.I. Mi vide dalla recinzione e si prodigó per effettuare il recupero. A quei tempi avevo un lettore di musicassette in auto connesso all’impianto tramite una spina Mammut.

Dovetti lasciare in officina l’auto dopo aver recuperato bagaglio e lettore lasciai l’auto in consegna all’officina. Ebbi anche la fortuna di tamponare una persona che abitava vicino a casa mia che mi diede un passaggio.

Dopo qualche giorno, l’auto era stata sistemata per poter almeno tornare a casa. Mio padre si occupó del ritiro, voleva sentire la musica, purtroppo secondo il responsabile dell’officina io strappai i cavi per togliere il lettore di nastri. Tornato a casa, ci accorgemmo che le casse installate sulla cappelliera erano scomparse. Ecco il motivo per cui furono strappati i cavi , per non far scoprire la malefatta.

Tempo dopo ebbi un secondo incidente in cui mi servì il traino in officina dell’auto. Questa volta dovetti pagare il traino e chiedere il rimborso all’Automobil Club. Naturalmente il rimborso era privo dell’IVA.

Questa fu la goccia che fece traboccare il vaso.

Fine del mio rapporto con il succitato club e con la sua assenza di serietà

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Burocrazia italiana, come perdere tre giornate di lavoro

Posted in Disservizi with tags , on luglio 8, 2013 by cyberchef

Nel mese di ottobre 2010 ho acquistato un automobile usata per mia figlia. Purtroppo io sono una persona che si fida di ciò che mi vien detto. Ho aspettato a pagare il bollo all’inizio dell’anno seguente. Di questo mi assumo la responsabilità.
Lo scorso marzo mi arriva una cartella da Equitalia che mi intima di pagare morosità inerenti al bollo, solo che non è che mi fa pagare da ottobre a dicembre. No sarebbe troppo facile, devo pagare forzatamente da agosto ad agosto. Cosi’ l’esborso arriva a oltre i 150 euro. Naturalmente non basta un giorno perso, bisogna andare due volte in questi simpatici uffici.

Lo scorso mese arriva un’altra lettera da Equitalia (cosa abbia di equo non riesco proprio a capirlo) Mi rimborsano i soldi versati. Prima paghi, poi te li voglio restituire….

Prendo un altro permesso al lavoro perche’ naturalmente in Italia gli uffici non sono a disposizione del pubblico, ma il pubblico e’ al servizio degli uffici.

Fortunatamente col caldo la coda non e’ tanto lunga.

Arrivo allo sportello, presento la documentazione . L’impiegato mi richiede la delega perche’ non sono l’intestatario della cartella. Per poi sentirmi dire:

la regione ha bloccato i pagamenti.

Il dottor Marco Deprati pensa che la gente non abbia nulla da fare.

Se sono stati in grado di comunicarmi una volta, una seconda, credo che un piccolo sforzo per avvisarmi di non perder tempo inutilmente potevano farlo, capisco che col caldo gli sforzi sono sconsigliati.